Atac, Visconti, Alemanno: croce e delizia in famiglia!

Nella Roma catto-devota poche cose arrivano prima delll'istituzione della famiglia, tanto fondamentale da contemplare e spesso tollerale, fraintendimenti, abusi, corruzione, parentopoli, ombre e scandali come quelli che continuano ad infuriare nei vertici delle nostre amministrazioni capitoline, regionali e provinciali, da Piccolo a Fiorito, fino all'assessore capitolino all'Ambiente Marco Visconti, finito nello scandalo Prentopoli a cusa di una scomoda conversazione telefonica intercettata con il consigliere Francesco Maria Orsi, indagato in un altro procedimento, riguardo l'assunzione della moglie come responsabile della struttura "Eventi sanitari" di Atac.

«So' cose che se so' sempre fatte, sia chiaro, ma chi ricopre un ruolo da assessore, purtroppo marchette sue ne può fare veramente poche. Io stavo al Patrimonio e la mia compagna è entrata con Bertucci (ex Ad di Trambus con un genero tra i dirigenti dell'azienda), le ho dato una mano ai Trasporti, non l'ho mandata alle risorse per Roma».

Una 'poco elegante' ma illuminante e compromettente intercettazione telefonica sulla 'metodologia della spartizione dei favori d'uso in ogni buona famiglia' che ha attirato sull'assessore l'attenzione dei media, le ironie spicciole e la rabbia controllata, la richiesta di tornare alle urne, la mozione di sfiducia dell'opposizione con la richiesta di sollevarlo dall'incarico avanzata da Alzetta (Roma in Action), Azuni (Sel), Marroni (Pd), Onorato (Udc) e Quadrana (Lista civica), e una bella chiacchierata con Alemanno che ha già respinto le eventuali dimissioni, certo che “se Visconti dovesse essere condannato si dimetterà sicuramente”.

Non permetterò che il mio nome venga associato a quello di qualsivoglia Parentopoli. Dimostrerò la mia totale estraneità ai fatti nelle sedi opportune. Non consentirò a nessuno di infangare venti anni di onorata carriera politica sul territorio al servizio dei cittadini, per una frase di una conversazione telefonica che nei fatti non corrisponde alla realtà. In una fase delle indagini in cui non si può ipotizzare se ci sarà o meno un rinvio a giudizio, trovo inaccettabile che qualcuno già pensi di processarmi e condannarmi. Lotterò con tutte le mie forze per dimostrare la mia totale estraneità ai fatti. Ho piena fiducia nel lavoro dei magistrati.

A giudicare da quello che dichiara sul suo blog e da Facebook a Twitter, al momento, Visconti non ci pensa proprio a lasciare la poltrona, e ha già tirato fuori le unghie con la consueta fiducia che tutti i sospettati e indagati in politica sembrano avere nel corso della giustizia, anche perché dopo i casi Piccolo e Fiorito, sa bene che fino a quando non arriva l'ordine di garanzia c'è ancora molto da fare, e anche dopo ... se si può contare sull'appoggio e il conforto di un solido affetto familiare, c'è sempre qualche speranza.

Foto | Flickr

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