Castel Porziano, Quirinale, Villa Savoia: gli ex reali richiedono il loro patrimonio

L'Italia è un paese strano e interessante. Dicono di noi all'estero che siamo un po' un laboratorio che sperimenta dinamiche socio-culturali impensabili altrove; loro, al di là delle Alpi, ci osservano a volte con curiosità, altre con dileggio. Ora tutto sta nel capire con quale di questi due atteggiamenti i nostri compagni europei vedranno la richiesta da parte dei discendenti di Casa Savoia di avere indietro ciò che un tempo era in loro possesso: i gioielli conservati nella Banca d'Italia in via Nazionale, Villa Savoia, la tenuta di Castel Porziano, e gli arredi del Quirinale - e solo per rimanere nella Capitale, perché nel resto della penisola si contano un paio di castelli e una basilica. Sacrosanta restituzione a cui si accompagnano, causa danni morali, 260 milioni di euro.

E' lo stesso Emanuele Filiberto a rivendicare giustizia per il torto subito "durante l'esilio per la violazione dei diritti dell'uomo stabiliti così come stabilito nella Convenzione Europea del 1948". Dunque gli ex reali, a ridosso di una prescrizione che scatterebbe nel 2008, sembrano decisissimi a fare causa allo Stato che li rivolle nei confini nazionali appena cinque anni fa. Ma non è il lucro bensì l'onore il fine dell'azione legale. Circa un'eventuale vittoria processuale, infatti, si precisa che il risarcimento andrebbe alla nascente Fondazione Emanuele Filiberto di Savoia, che li devolverebbe in opere di beneficenza ai più bisognosi. Suggerimento: perché non darli ai parenti degli ebrei deportati per le leggi razziali del 1938?

fonte | repubblicatv

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