Tifoso laziale ucciso per errore ad Arezzo: rabbia, proteste e fiaccolate

Una foto di Gabriele Sandri - Foto: Gabriele Sandri's MyspaceMorire a 28 anni si può. Capita spesso, però ogni volta diventa difficile parlarne. È capitato anche oggi a Gabriele Sandri, tifoso della Lazio colpito a morte questa mattina da un colpo di pistola in un'area di sosta della A1, nei pressi di Arezzo.

Gabriele, deejay e proprietario di un negozio di abbigliamento a Roma, era infatti in viaggio per seguire la partita in trasferta della Lazio - di cui era tifoso - contro l'Inter. A sparare il colpo è stato uno degli agenti di Polizia Stradale intervenuti pare per sedare una rissa fra due gruppetti di tifoserie avversarie. Per Gabriele non c'è stato nulla da fare.

Grande la rabbia di amici e familiari, ovviamente. Ma anche fra tutti i tifosi di tutte le squadre italiane: tafferugli a Bergamo, dove era in corso Atalanta-Milan, con i tifosi infuriati contro le forze di polizia; sassi contro un commissariato a Milano. Sospese sia questa partita che la stessa Inter-Lazio. Ma anche i tifosi del team di basket Armani Jeans Milano hanno lasciato il palazzetto dove era in corso la partita, per protesta.

Tantissimi i messaggi di affetto, stima, tristezza lasciati dagli amici di Sandro sul suo MySpace. Tanti quelli che ancora non ci credono, tante le persone che lo hanno conosciuto nella sua attività di deejay. E già si organizza, per oggi alle 16.30, una fiaccolata in Piazza Euclide in suo ricordo.

È difficile non essere retorici: io guardo le sue foto, e vedo un bel ragazzo giovane e sorridente. Che a pelle mi fa anche simpatia. E mi viene un po' il magone.

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