Ho la febbre: il 30 per cento dei dipendenti comunali non va in ufficio

C’è chi si giustifica con un raffreddore e chi usa la solita scusa del figlio malato. Sta di fatto che negli uffici comunali il fenomeno dell’assenteismo è diffuso più che mai. L’assessore al Personale, Lucio D’Ubaldo, nelle scorse settimane, aveva parlato di assenze pari al 30 per cento, ma forse la situazione è ancora più allarmante.

Il colmo è stato raggiunto venerdì scorso, ponte di Ognissanti, quando allo sportello anagrafico del II Municipio si su sei dipendenti, cinque erano assenti per malattia, propria o di un familiare. Così è andata a finire che i cittadini si sono trovati davanti a una porta sprangata e a un bel cartello con la scritta “chiuso”.

Duri i provvedimenti di D’Ubaldo: sostituzione del direttore dell’anagrafe centrale e proposta di rimozione del direttore dell’ex circoscrizione. Non solo. In Giunta ieri è stata anche approvato una memoria per riorganizzare l’intero sistema dell’anagrafe. Altra ricetta per contrastare l’assenteismo, l’incentivazione del merito: non a caso, l’ultimo accordo contrattuale prevede che il 50 per cento delle indennità sia riconosciuta sulla produttività.

Via | Storiaditalia.net

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