Nuovi banchi a colori per gli ambulanti contro l'abusivismo

Passeggiando per le vie romane è veramente facile imbattersi in uno dei tanti venditori ambulanti che affollano i marciapiedi e gli angoli delle strade. E' altrettanto facile che buona parte dei venditori in realtà non sia munita di licenza e che quindi sia abusiva. I controlli ci sono, ma al momento non scoraggiano efficacemente il movimento di abusivismo che è richiamato da un commercio troppo fiorente per poter essere minacciato da una multa.

Per diminuire il fenomeno e dare ordine al panorama urbano, il comune di Roma ha presentato un nuovo "banco-tipo" per il commercio ambulante, che sostituirà le famose bancarelle. I banchi hanno forma e dimensioni standard, ma si differenziano per colore che identifica immediatamente la categoria merceologica del venditore: marrone per librai, giallo per "urtisti", rosso per le merci varie. Ovviamente i nuovi banchi saranno solo per coloro che sono forniti da regolare numero di licenza.


Il comune spera così di ottenere un duplice risultato: contrastare il dilagante abusivismo e incrementare il decoro urbano attraverso una riqualificazione delle strutture. I costi per il comune sono limitati, infatti l'adeguamento delle vecchie bancarelle sarà a carico dei commercianti (fino a 6.000 euro per gli "urtisti", fino 18 mila per i librai). Collaterale a questa attività, la costruzione di una mappa del commercio ambulante che permetterà una maggiore tracciabilità e comporterà una riduzione delle attività sulle aree di interesse artistico, storico e archeologico.

C'è da chiedersi se il provvedimento di riqualificazione sia obbligatorio per tutti i venditori e se a questo punto sarà possibile per i commercianti sostenere una spesa tale per ristrutturare i loro spazi, senza alcun supporto comunale. Un costo in meno per i cittadini, ma sicuramente un peso gravoso sulle spalle dei commercianti. Speriamo che almeno la concorrenza abusiva sia effettivamente debellata e che i controlli siano efficaci, altrimenti la spesa sarà difficilmente giustificabile.

fonte: Comune di Roma

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