La settimana dei Municipi: un cazzotto tira l’altro

Un ring, il gong e dai quattro angoli emergono politici-pugili inferociti che irrompono in un sanguigno tutti contro tutti. È solo una metafora, d’accordo, ma abbastanza esplicativa di quello che è accaduto questa settimana nei Municipi di Roma che forse, chissà, hanno preso spunto anche dal crollo rovinoso della Regione Lazio.

Torna sotto i riflettori la riforma di Roma Capitale perché il Municipio XVII proprio in questi giorni ha votato la delibera di fusione con il centro storico, definita da alcuni “il male minore” ed evidentemente non condivisa da tutti, data l’assenza alla votazione dell’intero gruppo del Pdl.

Un matrimonio, quello tra Prati, Borgo e annessi con il centro, che si prospetta molto ‘vivace’: il Municipio I (il centro storico, appunto) continua a essere completamente contrario all’accorpamento e ha accusato il ‘neo-consorte’ di aver seguito un iter procedurale pieno di “vizi e difformità” e il minisindaco De Giusti di essere animato da smanie di “visibilità”. Che dire? Alcuni affermano che l’amore non è bello se non è litigarello…

E a proposito di litigi e scazzottate, ci sono i soliti vecchi motivi, che se in un matrimonio sono in genere corna e suoceri, nella politica municipale sono monnezza e affini. I presidenti dei Municipi XV e XVI che si dicono “non convinti” (per usare un eufemismo) del progetto discarica ai Monti dell’Ortaccio, promettono che arriveranno alla Conferenza dei servizi battaglieri e con un parere in merito assolutamente negativo.

Sempre in tema di tutela della salute, mentre il Municipio XV è ancora alle prese con i topi e ha richiesto all’Ama un nuovo intervento di derattizzazione in zona Marconi, i comitati di quartiere di Quarto Miglio, nel Municipio X, lottano contro l’installazione di un ponte radio base della Vodafone sulla copertura di un palazzo in via Ferentano.

Tornando alla politica in senso stretto, c’è il Municipio XII in sollucchero perché il sindaco Alemanno ha appoggiato la sua proposta di adottare le primarie anche nei Municipi, mentre il presidente del Municipio XI si scaglia decisamente contro il potere centrale della città, chiedendo un rafforzamento dei Municipi nella gestione patrimoniale, con maggior personale ottenuto grazie a una migliore redistribuzione delle risorse degli assessorati, più poteri in materia di impiantistica pubblicitaria e ammodernamento dell’arredo urbano, e soprattutto la trasformazione del parere consultivo in parere vincolante delle miniamministrazioni.

Infine una notizia che con il resto c’entra poco, ma la segnaliamo perché viene da un territorio di cui non parliamo molto spesso: il Municipio XIX, che si scaglia contro il piano regolatore del 2008, il quale consentirebbe una “bomba a orologeria di 250mila metri cubi di cemento” nell’area di Lucchina, Roma nord, già interessata da problemi di traffico e viabilità e dove si trovano diverse presenze archeologiche risalenti ad epoca romana che versano in uno stato di totale abbandono.

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail