Telefono (bianco) azzurro

Non sarà come ai tempi di Calciopoli, quando attraverso i tabulati si scoprivano i perché di tanti risultati e i risvolti del calciomercato; ma un ragnetto si riesce sempre a cavare dal buco del telefonino. E il ragnetto in questione è un talentuoso ragazzotto, si chiama Umberto Previti e gioca in porta con la Lazio. In una delle tante intercettazioni telefoniche all'interno del fascicolo sul processo Irriducibili, si ode un personaggio famoso chiedere al presidente Lotito di far giocare suo figlio. L'apprensivo papà è Cesare Previti.

In quattro telefonate, l'ex deputato si lamenta con Lotito dello scarso impiego di Umberto nella categoria Allievi: "Mio figlio viene mortificato ormai da un anno e io mi sono rotto il [omissis]. Te lo dico molto su di giri... Sono laziale come patto d'onore con Dio e nelle tue giovanili giocano i raccomandati di papà". Ma al di là del siparietto familiare, nei tabulati appare uno spaccato molto ampio dei rapporti di Lotito con figure dello sport, dell'industria e della politica.

In un'altra conversazione Previti dice al presidente laziale che gli è stato chiesto un incontro con uno dei capi della tifoseria di Curva Nord nonché uomo di Alessandra Mussolini, Paolo Arcivieri. "Mi sembrano appecoronati", questo il poco elegante commento dell'ex forzista Previti, che viene tuttavia messo in guardia da Lotito: "Stanne alla lontana che poi quelli ti ricattano". Questa e altre intercettazioni sono ora all'attenzione del pm di Perugia, che ha aperto un'inchiesta contro ignoti e ha già ascoltato il presidente della Lazio.

audio | repubblica.it

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