Polverini: dopo le dimissioni libera di dire tutto!

Ieri sera alle 19.33 l'ormai ex presidente della Regine Lazio Renata Polverini ha offerto l'aperitivo ufficializzando le sue dimissioni improrogabili, seguite da affermazioni e la promessa di rilevazioni tali da rovinatre la cena a parecchi, oltre agli spuntini "ostriche e champagne" del Pdl, con un gesto tanto avanguardistico da richiamare analogie con il ritratto di Lili Brik usato per il poster “Knigi” da Aleksandr Rodčenko, che grida "anfamee!!" dalla pagina facebook dei Coatti Insospettabili che si divertono a riscrivere dialoghi e fumetti di personaggi noti per altro.

Perpetrando la tradizione regionale delle giunte travolte dalle inchieste, dopo Storace e Marrazzo, e non potendo a questo punto fare molto altro, la Polverini interrompe il mandato di un consiglio indegno e faide interne ad un Pdl gonfio di malfattori, tornando “libera di dire tutto” su fatti raccapriccianti, mentre Casini invoca il ritorno al voto, Fiorito pensa a ricandidarsi e l'ironia collettiva si scatena su twitter con l'hashtag #arenata, #Polverini o #Laziogate.


«Me ne vado avendo azzerato i fondi a disposizione dei gruppi consiliari. La Giunta è pulita, il Consiglio invece è indegno. Il Lazio è un organismo a due teste: da un lato c'è la Giunta, dall'altro il Consiglio. Non potevo mai immaginare che tutti nel consiglio facessero un uso così disinvolto dei fondi pubblici. Sono accadute cose raccapriccianti, che la gente non potrà mai capire fino in fondo, ma farò di tutto per farle conoscere all'opinione pubblica. C'è gente che non merita di sedere in un posto prestigioso come il Consiglio regionale del Lazio. Niente mi avrebbe convinto a restare in una situazione imbarazzante per me e per la gente per bene che era accanto a me». 

«è la prima volta dal 1970 che un governatore se ne va senza colpa alcuna, ma lo faccio a testa alta. Io dico basta: non lo merita la mia storia, la mia famiglia che è stata infangata né chi sta con me. Da pochi minuti sono tornata libera: per due anni e mezzo in questo sistema allucinante sono stata come in una gabbia, cercavo di uscire ma mi avviluppava sempre di più».

Dopo il 'candeggio', non facendo mistero sulla causa delle dimissioni e le faide interne al Pdl, ormai evidenti a tutti, la Polverini lancia il carico:

«torno ad essere una persona libera, posso dire tutto ciò che so senza più vincoli istituzionali. Da domani ciò che ho visto lo dirò. Le ostriche viaggiavano comodamente già nella giunta prima di me, quindi io non ci sto, non ci sto alle similitudini e nessuno si permetta di dire una parola su me e i miei collaboratori»

«Ben venga questo dibattito tra chi aveva bisogno di un Suv e chi pensava di giocare la propria carriera in consiglio regionale. Spero che la Procura lavori con serenità e che queste persone possano essere assicurate alla giustizia».

«Con il blocco della mia azione riformatrice ci saranno gravi ripercussioni sul paese, abbiamo fatto 5 miliardi di tagli perché lo volevamo e perché abbiamo avuto come effetto il dimezzamento del disavanzo sanitario portandolo a 700 milioni. La Regione Lazio di Renata Polverini ha lo stesso rating del governo Monti, ce lo hanno comunicato venerdì durante il consiglio sui tagli».

Aspettando rivelazioni esplosive dalla signora che a dire di Esterino Montino "ha finito breve esperienza senza stile, come l'aveva iniziata", altro marciume da tutta questa faccenda scandalosa che indigna anche il caritatevole cardinal Bagnasco (si sono ironica), e stuzzica il candore innato di Fiorito pronto a ricandidarsi alle elezioni regionali, io continuo a riflettere sullo scatto di Rodchenko.

Foto | Fb

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