Il vero incubo horror? Per Dario Argento è stato girare film a Roma

Un'immagine diabbbolica di Dario ArgentoDario Argento aveva un problema: come "ringraziare" la città di Roma per l'ospitalità ricevuta al Festival del Cinema, che gli ha dedicato 6 ore di maratona cinematografica ininterrotta per la presentazione mondiale del suo ultimo film, "La terza madre"? Ma certo, che sciocchi: sparando a zero sulla città:

"A Roma non si può più girare film: la mia esperienza sul set è stata agghiacciante. Abbiamo girato la prima parte a Torino ed è stato magnifico: tutti ci volevano bene e c'era un grande rispetto. Poi siamo venuti a Roma ed è stato agghiacciante: non ci volevano far girare alla Stazione Termini. Poi, quando abbiamo iniziato le riprese, la gente ci tirava le cose addosso dai balconi e ci insultava. Dicevano: andate via brutti s..., adesso chiamiamo la polizia! E cose del genere. Che dire? Non si può più girare a Roma."

Essì, perché per Dario Argento Roma è un inferno, mentre Torino è "un paradiso, una specie di teatro di posa". Per carità, è risaputo che Torino abbia puntato molto sul cinema italiano e abbia fatto di tutto per favorire le riprese nella sua città, ma voi ce li vedete i romani "tirargli cose addosso dai balconi"? Più irreale di alcune sue sceneggiature, direi.

Che dire. Calcolando anche il risultato non proprio apprezzabile della sua ultima pellicola, mi permetto di allontanarmi dal mio proverbiale equilibrio e di dire: Dario... facciamo così. Roma, Torino... che ce frega: non ne girare più per niente, di film. Che è meglio.

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