Polverini resta in carica dopo i tagli alla Regione

La Regione Lazio ha approvato i primi timidi tagli alle spese pazze. Renata Polverini resta presidente, annunciando di ritirare le dimissioni. Ma i protagonisti dello scandalo targato Fiorito restano tutti in carica: chi ha speso, chi ha rubato, chi sapeva e si è girato dall'altra parte. Tutti continuano a restare ben saldi sulle loro poltrone da consigliere regionale o da presidente...

Si è conclusa in questo modo la mini crisi di settembre alla Regione Lazio. Questo pomeriggio l'aula della Pisana, sede del Consiglio regionale, ha approvato definitivamente il pacchetto voluto dal presidente Polverini: le commissioni passano da 18 a 10, c'è una sforbiciata delle auto blu e un taglio dei rimborsi dei singoli consiglieri per un risparmio di circa 10 milioni l'anno, a cui se ne devono aggiungere altri dieci, per il 2012, grazie allo stop di quell'inutile progetto rappresentato dal nuovo edificio presso la sede del Consiglio. E' vero: la Polverini ottiene anche la testa dell'ormai ex capogruppo del Pdl Battistoni. Ma la sensazione è che cambierà poco.

In concreto gli stipendi dei consiglieri restano altissimi, circa 14.000 euro, nonostante i tagli di oggi. Mentre Fiorito e tutti gli altri esponenti del Pdl accusati di essere andati in vacanza alle Maldive, di aver pasteggiato con ostriche e champagne, fatto la spesa con carte di credito del partito e comprato cravatte da 1000 euro o automobili private, tutto con i soldi pubblici, restano al loro posto (anche se Fiorito, forse comprendendo la sua situazione estremamente delicata, ha annunciato di voler restituire 400.000 euro). La stessa Polverini non si è dimessa, anche se molti si chiedono: poteva davvero il presidente, che è anche consigliere, non conoscere la situazione fuori controllo alla Pisana? Uno allora si chiede: ma cosa deve succedere per far dimettere un presidente di Regione?

Intanto il Pdl si lecca le ferite. Dopo lo scandalo di Samuele Piccolo, il consigliere comunale più votato alle scorse elezioni finito agli arresti per frodi fiscali da centinaia di milioni e finanziamento illecito ai partiti, anche il più votato alle elezioni regionali, Franco Fiorito è finito nella polvere. E con lui una dozzina di consiglieri targati Pdl. Un partito che, almeno nel Lazio, si sta allontanando alla velocità della luce da quel "partito degli onesti" che aveva sempre sognato il segretario nazionale Angelino Alfano...

Foto: Emiliano Carli via Facebook

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