Rosso-Trevi, nuovo capitolo


Ora la faccenda si tinge di giallo - ma un po' sbiadito. Graziano Cecchini, il presunto tintore della Fontana di Trevi, smentisce ogni cosa. Di più: si dice vittima di un complotto. E del perché mai un artista futurista sia scomodo a qualcuno che conta, lo dice lo stesso Cecchini in un conferenza stampa indetta frettolosamente davanti alla questura: "Do fastidio. Stavo per pubblicare delle cose che faranno rumore sul generale Dalla Chiesa. È stata un'intimazione a tacere".

Nega ogni relazione con l'atto, dicendosi peraltro lontano dal luogo del delitto nel momento in cui questo è avvenuto; però sottolinea che chi l'ha fatto è un vero genio. Un genio futurista, per l'esattezza. E sebbene ci siano immagini che pochi dubbi lasciano nell'identificarlo con il vandalo ripreso dalle telecamere, Cecchini il futurista tiene duro: "Quello non sono io. È qualcuno che mi somiglia molto". Moltissimo. Pure troppo.

Intervista | repubblica.it

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