Acciuffato il futurista di Trevi

Si chiama Graziano Cecchini, ha 54 anni, fa il collaboratore di un consigliere comunale di AN, e dal 2000 gravita attorno a movimenti di estrema destra. Ecco dunque svelati nome, cognome e dettagli di colui che venerdì scorso tinse di rosso l'acqua di Fontana di Trevi. A rintracciarlo sono stati gli agenti della Digos che hanno visionato le immagini delle videocamere di sicurezza poste di fronte al monumento. Cecchini, dal canto suo, ha ammesso il gesto e spiegato la sua terminologia cromatica: "Il rosso Trevi è il sangue dei precari, degli sfruttati, ma anche quello delle stragi della pulizia etnica che sta mettendo in atto la giunta militare birmana".

Un buon proposito ma un gesto discutibile. A parlare per AN è il suo datore di lavoro, Mario Visconti: "Non posso dirmi altro che amareggiato. Mi sento tradito nell'amicizia e nella fiducia riposta in persone che, facendo politica, lavorano al mio fianco. Così facendo, Graziano ha arrecato un grave danno di immagine a chi da sempre lavora al servizio dei cittadini. Una grave ferita a me e al partito".

Ma il futurista Cecchini, che fu espulso dall'associazione Fratelli Mattei per idee eccessivamente estremiste, rilancia: "Dopo il rosso Trevi, ci sarà il blu Puffo. Lo spargeremo se non ci daranno risposte sui costi, i ricavi e i singoli beneficiari del Festival del cinema di Roma". Una minaccia puffosa.

fonte | Ansa

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