Gita fuori porta: a Vallepietra per la Sagra della “Petecchia”


Si chiamano “petecchie” in quel di Vallepietra, tra gli ultimi paesini del Lazio ciociaro a sporgersi verso l’Abruzzo, le patate, prodotto della terra cui è dedicata la sagra locale che si festeggia questo fine settimana.

Le degustazioni inizieranno a partire dalle ore 20 di sabato e abbracceranno tutto il mondo delle patate, tuberi versatili con cui si cucinano mille prelibatezze: non solo, quindi, le cotture più diverse, fritte, lesse, arrosto, alla brace, ma anche gnocchi, gattò, ciambelline e chi più ne ha più ne metta!

Tutto il resto del tempo, come sempre, lo destiniamo all’approfondimento culturale: il monumento più rilevante che sorge nei pressi di questo borgo medievale è certamente il Santuario della Ss. Trinità, parte di un eremo che ancora oggi è aperto e quindi visitabile solo d’estate.

Il santuario sorge all’interno di un complesso rupestre di origine probabilmente neolitica, ma al centro del culto del luogo, c’è l’affresco della Trinità, detto popolarmente “la Santissima” che risale al XII secolo e che è meta di pellegrinaggi spesso condotti a piedi, come pure le catacombe, di forte connotazione bizantina, soprattutto i primi di giugno, quando cade la festa della Trinità che, come la Pasqua, è mobile.

Insomma, l’origine di questo santuario, che oggi è collegato con i Benedettini di Subiaco, non è molto chiara e neppure illustri studiosi sono riusciti a farvi luce in maniera definitiva; quel che è certo è che si trovasse al centro di un crocevia di diversi percorsi di transumanza, quindi un luogo di incontro, scambio e forse, chissà, sosta e riposo.

L’atmosfera, comunque, è quella: di pace e serenità in questo scorcio di natura incredibile: il santuario, infatti, è praticamente scavato all’interno di un costone del Monte Faito e tutta Vallepietra è circondata dall’incredibile verde dei Monti Simbruini. Inoltre se guardate in alto qui (ma solo qui) vi potrà capitare di veder volare il falco pellegrino o addirittura l’aquila reale.

Foto | Flickr

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