Rifiuti: una 'affare' da chiarire, anche Alemanno convoca Ama

I rifiuti puzzano sempre ma quelli romani destinati alla discarica sostitutiva di Monti dell'Ortaccio rischiano di finire lontano, fino al Parlamento Europeo con gli europarlamentari Angelilli (Pdl) e Guido Milana (Pd) mentre restano oggetto di controlli e rilevazioni. Subito bloccano invece via Aurelia, con i manifestanti scesi di nuovo in strada e sul piede di guerra, 'sensibilizzando' tutti gli automobilisti in coda all'altezza del km 13, nei pressi di Torrimpietra.

Nel frattempo scopriamo tutti dai giornali, che Ama ha rischiato di firmare un contratto da 50 milioni l’anno, per 10 anni (ergo 500 milioni) con Colari, per il trattamento dei rifiuti della Capitale. Anzi, ha solo riandato al firma del contratto blindato e a quanto pare vantaggioso per il consorzio del patron di Malagrotta Manlio Cerroni. Alemanno che sembra averlo scoperto come noi, dalla stampa e non dai diretti interessati, tiene a far sapere con una nota che ha già convocato i vertici Ama per chiarimenti. Dopo il salto, nel dettaglio.

«Ho appreso questa mattina sui giornali la forma e il dettaglio della delibera che è stata sottoposta al Consiglio di Amministrazione di Ama per utilizzare i Tmb (impianti di trattamento meccanico biologico) di proprietà di società dell’avvocato Cerroni. È noto a tutti che per garantire il trattamento della più alta percentuale dei rifiuti della città di Roma e necessario attivare subito al massimo livello tutti gli impianti disponibili, che attualmente sono due di proprietà di Ama e due di proprietà Cerroni.

Tale scelta è stata fortemente caldeggiata dal commissario Sottile e risponde alle regole delle direttive europee in materia. Ciò non di meno non conosco il modo con cui l’Amministratore delegato di Ama ha tradotto questa necessità in una forma contrattuale. Per questo motivo ho convocato nel mio ufficio il presidente di Ama, Piergiorgio Benvenuti, e l’amministratore delegato, Salvatore Cappello, per un immediato chiarimento».

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