Case popolari in vendita: il caso Ater

Da Garbatella a Villa Pamphili passando per Testaccio: sono circa 16mila gli appartamenti che l'Ater venderà nei prossimi tre anni a un prezzo medio di 60mila euro. L'ente, che ha totalizzato un debito di 700 milioni di euro, incasserà meno di un miliardo; il resto degli appartamenti (più di 35mila) rimarrano di sua gestione. La vendita è stata autorizzata dalla Finanziaria regionale dell'anno in corso e dall'assestamento di bilancio, cioè la legge che ha promosso l'ultima sanatoria regolarizzando chi ha occupato a forza appartamenti destinati a duemila famiglie. Per l'Ater si tratta di una strada obbligata: se non vende fallisce entro fine anno.

Le regole per l'acquisto sono state decise dalla Regione: al prezzo fissato ottenuto a partire da valori catastali superati, si aggiunse in un primo tempo una rivalutazione Istat del 1991 che portò il costo a 150mila euro; ma le proteste degli inquilini limitarono il rincaro alla cifra sopraindicata. Nel caso in cui il condomino non abbia il denaro sufficiente a rilevare l'immobile, ha diritto a rimanere in affitto; in caso contrario, ha l'obbligo di fare l'acquisto a un costo comunque compreso tra un sesto e un decimo di quello di mercato.

fonte | repubblica.it

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