Quella Nomentana dipinta come il Bronx…


Stavolta mi metto dall’altra parte della “barricata” e, anziché “dare la notizia”, faccio le pulci a chi scrive o parla dai famigerati media principali. Abito a trenta metri dalla stazione Nomentana, proprio dove qualche sera fa è avvenuta la sparatoria fra romeni. Vi dirò di più. Quella notte sono rientrata a casa dieci minuti dopo il fattaccio incappando nella bagarre di ambulanze e polizia.

Quotidiani come La Repubblica e il Corriere della Sera hanno parlato di una zona off limits dove furti e rapine sono il pane quotidiano e i residenti vivono barricati in casa per paura di finire fra le grinfie di feroci malviventi. Di più. Da giorni passando sotto la stazione vedo troupe televisive intente a documentare il degrado e l’insicurezza del quartiere.

E’ vero, di immigrati che bivaccano a pochi metri dalla stazione ce sono diversi ed è vero che il sottopassaggio pedonale è spesso sporco e imbrattato da murales. Ma sentire parlare di un territorio in cui dopo le nove di sera scatta il coprifuoco è incredibile. Per anni ho salito e sceso i gradini della Nomentana e per anni ho percorso a piedi queste “pericolose” strade, e vi assicuro: non è affatto il Bronx. Di stranieri non ce ne sono più che in altre zone di Roma, di prostitute neppure l’ombra, e la mia macchina, parcheggiata qui da sempre, è ancora sana e salva. Insomma, forse avrò avuto fortuna, ma quando esco a tarda sera incontro solo persone gentili che portano a spasso i loro cani… Ovviamente nessun sospetto che qualcuno si “diverta” a gonfiare le notizie…

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