Corteo Alcoa: tensione e un ferito tra slogan, petardi e bomba carta

Anche con la città blindata e deviata, il vivace corteo Alcoa non ha tardato a scaldare l’atmosfera al rito di fischietti, tamburi, petardi, slogan e striscioni, cercato di sfondare un cordone della Polizia all'altezza del Ministero dello Sviluppo economico, e lanciando bombe carta sulle forze dell'ordine e i blindati.

Giunti al Ministero dello Sviluppo Economico di via Molise, dove l’incontro tra azienda, una delegazioni dei sindaci dei comuni dell'area e rappresentanti sindacali dei lavoratori con il ministro Corrado Passera, dovrebbe decidere sul futuro dello stabilimento sardo e sul destino dei suoi operai, tra pezzi di alluminio ed elmetti deposti in terra in gesto di sfida, striscioni sul muro del ministero e bombe carta lanciate in aria è rimasto ferito anche un manifestante.

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La tensione giunta sotto il ministero ed esplosa con alla bomba carta, in via Molise ha richiesto la chiusura di tutti gli accessi alla strada, mentre lo striscione sul muro del ministero recita: "Facciamo cadere il governo Monti, sciopero generale. In lotta con Alcoa per il lavoro, per il Sulcis e per la Sardegna".

Resta chiusa anche parte di Via Veneto, con gli inevitabili disagi alla circolazione in tutta la zona. Gli scontri con la polizia e lanci di sassi e carta hanno danneggiato anche un blindato della Guardia di finanza in piazza Barberini, e per ora la speranza è che non degenerino ulteriormente.

Foto | Blogosfere dal presidio dello scorso marzo

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