Per un giornalismo etico: la Carta di Roma

Dopo nove mesi di lavori eccola qui. Si chiama Carta di Roma, ed è un codice etico che i media dovranno seguire nel parlare di immigrati e rifugiati politici. Ora il documento, creato in intesa fra il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti e della Federazione della stampa con l'Alto commissariato dell'Onu, sarà esaminato da una commissione scientifica e infine da associazioni e rappresentanti della società civile che hanno relazioni con il mondo dell'immigrazione.

La Carta di Roma sancisce principi deontologici già ribaditi dalla Costituzione e da varie convenzioni internazionali, ma anche raccomandazioni: non basarsi sui pregiudizi, non pubblicare informazioni che mettano a rischio la sicurezza dei rifugiati, adottare una terminologia corretta e rispettosa dell'altrui cultura. Per esempio, nell'informare che un gruppo etnico è più suscettibile a commettere reati, sarà necessario citare cifre a sostegno della tesi; e senza selezionare notizie negative che riguardino quello stesso gruppo etnico escludendone altre, identiche, che non lo riguardino. Sarà inoltre costituito un "Osservatorio indipendente e non governativo" che, in caso di comportamenti discriminatori, li segnalerà alla giustizia ordinaria o disciplinare.

L'idea della Carta di Roma si deve alla portavoce dell'Alto commissariato dell'Onu per i rifugiati, Laura Boldrini, all'indomani del linciaggio mediatico del tunisino Azouz Marzouk per la "strage di Erba", compiuta, come si scoprì rapidamente, da una coppia di italiani.

fonte | UNHCR

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