Colosseo: pericolo crolli - le immagini esclusive di 06 zoom

Da quanto tempo ne sentiamo parlare? Il Colosseo perde i pezzi. No, non è vero. Catastrofisti! Dove sono questi crolli? Ebbene 06 zoom è andata a fotografarli per voi.

Ecco la galleria esclusiva delle immagini più gravi che tutti possono osservare ammirando l'Anfiteatro Flavio da fuori. Fate un giro intorno al Colosseo e diteci cosa ne pensate. Ovviamente alcune vecchie fratture risalgono agli antichi cedimenti e conseguenti restauri. Non a caso sono nel "muro di contenimento" posteriore intorno all'anello più esterno.

(cliccate sotto per l'intera galleria)

esclusiva di 06blog sulle parti più a rischio del Colosseo
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Intanto, mentre si discute, si litiga e si prega aspettando il famigerato restauro, anche la Sopraintendenza, che minimizza l'allarme, si è accorta che dopo la neve, il caldo africano, e la pioggia, forse è il caso di tutelare almeno il turistame.

Quindi la soluzione migliore quale poteva essere? Ma è ovvio, le mitiche "transenne". La risposta romana a tutto. Meglio dei Vigili del Fuoco.

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Transenne girotondo distanti al massimo 15 metri, che proteggano i visitatori da eventuali crolli. Che però "non ci saranno", perché "Il comportamento strutturale complessivo del Colosseo non desta preoccupazioni". Lo ha dichiarato la soprintendente Mariarosa Barbera in una nota.

"L'allestimento di una fascia di rispetto, a una distanza massima di 15 metri, è esigenza condivisa dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco e dalla Prefettura e ieri la Soprintendenza ha informato i competenti uffici comunali convocati per apposita riunione.

La progettazione dei dissuasori perimetrali è in corso, attenta naturalmente a mantenere inalterata la visione del monumento, a informare correttamente il pubblico e a privilegiare sistemi di controllo invisibili che consentiranno di monitorare efficacemente il perimetro esterno del Colosseo.

Non esiste nessun allarme crolli e non si sono verificate cadute di frammenti. Ciò non toglie che sotto gli occhi di tutti si verifichino da tempo fenomeni climatici e fisici estremi che possono comportare un fattore di rischio, come dimostrano i recenti distacchi di materiale riscontrati in numerose zone della capitale e su manufatti ben più recenti dei monumenti archeologici".

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Che a qualcuno venga in mente di chiudere definitivamente la zona al traffico ci sembra troppo. Per ora. Nonostante le sacrosante parole di Lorenzo Parlati, Legambiente Lazio:

"Fa bene la soprintendente Barbera a svolgere una attività di prevenzione, ma resta problema del traffico: avere 3.000 macchine all'ora che passano sotto l'Anfiteatro Flavio (e noi le abbiamo contante) è uno scandalo internazionale".

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Foto by Rondone®

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