Tutti giù all'inferno

"È cominciato tutto un giorno bollente di inizio luglio 2004. Avevo dovuto prendere la metro A da Barberini per andare non so dove. Era ancora il tempo in cui c’erano ancora i vecchi vagoni senza aria condizionata…"

Chi di noi non ha creduto “almeno” una volta di trovarsi in un inferno pensando al caldo e alla calca della metro? Ora ne è nato un libro, dal titolo “Tutti giù all’inferno. Anagnina che toglie i peccati del mondo”, un’antologia di 33 racconti (più un piccolo excursus milanese) attraverso le fermate della metro A di Roma.

Gli autori sono giovani talenti per lo più provenienti dal gruppo de iQuindici, ma c’è anche uno dei nostri, Roberto di Booksblog. Il libro è in vendita da pochi giorni (8 settembre) nelle librerie, ma la sua diffusione senza fini commerciali è libera, e dunque trovate i singoli episodi anche sul sito, in due percorsi differenti.

Nel percorso ufficiale ci sono i 34 racconti pubblicati anche nell’edizione cartacea mentre gli altri, quelli che non hanno trovato posto nell’antologia uscita sabato scorso, verranno inseriti presto nel percorso alternativo.

Nel lungo viaggio negli “inferi” sotterranei della Metro A ogni fermata rappresenta lo spunto per un racconto, per un aneddoto. A volte c’è di mezzo un delitto, in altri casi sono le riflessioni e le disavventure quotidiane ad essere protagoniste. In più sei incursioni di un moderno Caronte:

“Occhidibrà è il nostro Caronte traghettatore di anime: è un pazzo colto, uno che la vita l’ha deragliato, uno di quelli che parlano ad alta voce sui mezzi pubblici alla ricerca di un loro piccolo pubblico, facendo finta di essere soli per mascherare meglio il proprio bisogno di essere ascoltati. Un erudito, ex professore, un fool shakespeariano che sferza e non mente”.

Tutti giù all’inferno
A cura di Monica Mazzitelli
Giulio Perrone Editore
162 pp.
10 €

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