Neonato morto a Roma. Infermiera nega ipotesi scambio flaconi

Latte al posto di una soluzione fisiologica. Era stata questa la sentenza di morte, secondo le prime notizie, emessa nei confronti del piccolo Marcus de Vega, il neonato filippino deceduto all'ospedale san Giovanni di Roma lo scorso 29 giugno.

E invece lei, l'infermiera incriminata per il presunto scambio di flaconi, R. S., ha respinto in toto le accuse, rivendicando oggi, davanti al procuratore aggiunto, la bontà del suo operato.

Si procede attualmente per omicidio colposo, nei confronti della donna, che però ha sostenuto di aver applicato la soluzione fisiologica per endovena e di aver alimentato il piccolo con un sondino, sì. Ma che lo scambio, secondo lei – e secondo quanto riportano le agenzie stampa – non c'è assolutamente stato.

La sua tesi è naturalmente che, se scambio ci fosse stato, non sarebbe attribuibile a lei ma a qualcun altro. Gli interrogatori in ogni caso proseguono per sentire le dichiarazioni degli altri infermieri, mentre si è ancora in attesa dei risultati degli esami autoptici disposti già da settimane. Gli unici che stabiliranno la verità sulle vere cause di morte del piccolo Marcus.

Il calvario della verità nello scorrere dei giorni per la mamma – che aveva riferito di essere stata avvertita in ritardo della morte, e di non essere stata informata in modo chiaro sui motivi, come avevamo scritto in precedenza – continua. Con tutte le incertezze del caso sulla volontà di non far emergere la responsabilità di chi ha sbagliato, visto che – come aveva rilevato gli ispettori del ministero – la cartella clinica era lacunosa e sembrava addirittura essere stata manomessa.

Foto | Flickr

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