Torna il delitto di Via Poma, indagato per omicidio il fidanzato

Una immagine di Simonetta Cesaroni - Foto: RomaOneManuela ce lo aveva annunciato già a Gennaio: le indagini sul delitto di Via Poma, in cui ha visto la morte la 21enne Simonetta Cesaroni, avrebbero presto avuto una svolta. E la svolta c'è stata, se così si può chiamare: il suo fidanzato dell'epoca, Raniero Brusco, è stato iscritto nel registro degli indagati per via di alcune tracce di DNA rinvenute sul corpetto della ragazza.

Ma è davvero una svolta? Pare di no, in quanto l'iscrizione di Brusco sarebbe un "atto dovuto": le indagini sul sangue rinvenuto nei lavatoi in cima allo stabile non hanno portato a nessun risultato, e quello della saliva sul corpetto di Simonetta sembra essere l'unico indizio esistente al momento. Insomma, i pubblici ministeri hanno proceduto per esclusione.

Ma a considerare poco credibile la pista che accusa Raniero sarebbero gli stessi parenti di Simonetta, la famiglia Cesaroni. La mancanza di prove concrete a supporto, infatti, fa prevedere una durata breve della stessa. Ma i Cesaroni, tramite il loro avvocato, fanno sapere che sperano in qualcos'altro:

"L'ideale sarebbe magari una confessione o un pentimento. Viviamo con questa aspettativa, per questo preferisco essere cauto e interpretare negativamente la notizia dell'iscrizione di Busco sul registro degli indagati"

Insomma, il caso è ancora lontano dall'essere risolto. E mi fa un po' storcere il naso la singolare coincidenza che vede il fidanzato della Cesaroni unico indagato per questo omicidio, ora che un delitto molto simile e altrettanto misterioso è stato compiuto a Garlasco. Anche lì, in effetti, unico indagato è il ragazzo.

foto | RomaOne

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