L’Odissea dei lavavetri

Il fenomeno dei lavavetri non è certo una novità per tante diverse città italiane, ma da qualche giorno il tema rimbalza sui giornali mentre si accumulano dichiarazioni politiche contrastanti. Giustamente un nostro lettore (miki21), ci chiede di parlarne.

Tutto nasce dall’ordinanza del Comune di Firenze del 27 agosto scorso, che introduce multa e arresto per chiunque venga colto ai semafori della città nel tentativo di lavare i vetri delle automobili in cambio di qualche spicciolo. Si rischia “oltre al sequestro degli attrezzi, una pena che può arrivare fino a tre mesi d'arresto o una multa da 206 euro” (Repubblica).

Le motivazioni dell’ordinanza sono "intralcio alla circolazione, nocumento all'igiene delle strade ma soprattutto episodi di molestie e il pericolo di conflitto sociale".

Ne è nato un dibattito politico piuttosto acceso, in cui sono intervenuti – tra gli altri – il presidente della camera Fausto Bertinotti che si è mostrato piuttosto critico sul provvedimento, mentre il sindaco Veltroni e il prefetto Serra hanno parlato di necessità di armonizzazione delle norme nazionali:

“bisogna anche considerare che spesso dietro il fenomeno dei lavavetri c'e' uno sfruttamento di lavoro minorile che si configura come reato” sostiene il sindaco. “Qui, come nello sfruttamento della prostituzione, c'e' un racket ed è questo che bisogna colpire. Vanno rivisti gli ambiti normativi e le tipologie di reato” (Agi).

Tra l'altro, come sottolinea anche il comandante dei vigili urbani di Roma Angelo Giuliani,

“sulla questione dei lavavetri non ci sono norme specifiche che regolino l’attività e non è vietato da nessuna parte svolgere questa attività. Noi possiamo intervenire solo se ci sono denunce, come nel caso di aggressioni agli automobilisti o di accattonaggio e sfruttamento dei minorenni. Siamo ancora in attesa di conoscere in dettaglio il provvedimento di Firenze”.

Da parte sua l’assessore alla Sicurezza del Comune di Roma Jean Leonard Touadì spiega che anche la giunta capitolina adotterà misure in merito:

“stiamo valutando se si può intervenire sul fronte dell’occupazione di suolo pubblico per l’esercizio di attività per cui si chiede una remunerazione. Ma non c’è alcuna decisione presa. Di certo, specie in centro, dove il fenomeno è concentrato in modo spropositato, rafforzeremo già dai primi di settembre i controlli dei vigili urbani” (L’Espresso).

Foto | mareadjrock

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