Morto Angelo Di Carlo, si era dato fuoco a Montecitorio

Purtroppo, per dovere di cronaca, non possiamo far altro che dare la notizia cruda e dura: Angelo di Carlo, 54 anni, vedovo, con un figlio, è deceduto.

E' accaduto ieri notte, in ospedale, al Sant'Eugenio, dove era ricoverato dalla notte in cui aveva deciso di compiere il suo gesto, lo scorso 11 agosto.
Non ce l'ha fatta, dopo quasi dieci giorni in agonia, con ustioni sull'85% del corpo, e la sua eredità di disperazione racchiusa in quello zainetto insieme alle lettere per l'avvocato e per il figlio, che era destinatario dei suoi unici averi: 160 euro.

Per lui, romano d'origine ma da anni residente a Forlì, come abbiamo riferito, c'erano stati anche appelli di solidarietà su Facebook e nella rete di amici e conoscenti. Lo chiamavano Sgargy, riportano alcuni quotidiani, e fa impressione leggere che nonostante fosse stato lontano tanti anni da Roma, il soprannome era dovuto proprio al suo savoir faire capitolino.

"Ci guardava con il suo sorriso sornione dietro i baffi e ci stupiva sempre con i suoi striscioni originali o i suoi travestimenti", dicono dall'associazione ambientalista Clan-destino, di cui faceva parte.

E' possibile smetterla di lottare così, all'improvviso, pur per tutte le difficoltà economiche che in tanti quotidianamente passano, come lui? Una domanda per cui trovare una risposta in queste poche righe è quasi offensivo, e non lo faremo. Riposa in pace, Angelo. Per quanto ci riguarda non possiamo far altro che ricordarti con queste, appunto, poche righe.

Perchè di Angelo parliamo solo perchè ha scelto la nostra città per morire in modo così eclatante ma, come ci chiedevamo nel post in cui avevamo iniziato a raccontare la sua vicenda, quanti altri poveri Cristi sull'orlo del baratro incontriamo senza neanche farci caso, quotidianamente, sui marciapiedi della nostra città?

Foto | Flickr

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