"Free Pussy Riot" incappuccia le statue del Pincio

La protesta anti-Putin scatenata dal collettivo punk rock russo, femminista e politicamente impegnato, delle Pussy Riot è inarrestabile, e dalla cattedrale ortodossa di Mosca, alla condanna a due anni di carcere per Nadezhda Tolokonnikova, Yekaterina Samutsevitch e Maria Alyokhina definite "teppiste blasfeme", le azioni di solidarietà e gli appelli "Free Pussy Riot" per liberarle che stanno facendo il giro del mondo, arrivano anche Roma.

La scorsa notte il blitz dell’associazione “Se non ora quando” ha incappucciato le statue del Pincio con calze colorate per protestare contro la condanna, come i cassonetti a campana della differenziata di Berlino sono stati trasformati in icone delle Pussy, mentre aspettando l'esito Madonna (Louise Veronica Ciccone) pregava già in reggiseno e cappuccio cantando "Like a Virgin".

Amnesty International le ha nominate prigioniere di coscienza, in ragione della "severità della risposta delle autorità russe", ma i giudizi negativi sulla sentenza espressi dall'Amministrazione statunitense al clero ortodosso più conciliante, annoverano anche la cancelliera di ferro Angela Merkel, che non ha esitato a manifestare il proprio disappunto per la condanna definendola un


"sproporzionatamente severa" e "non conforme ai valori europei di democrazia e stato di diritto, ai quali la Russia è legata in virtù della sua appartenenza al Consiglio d'Europa"

Tutto questo non sembra in ogni caso scoraggiare la determinazione ‘Riot’ del gruppo punk, che l’indomani della condanna ha esordito con il singolo dal titolo eloquente “Putin lights up the fires”. La rivoluzione è in atto!

Foto | Se non ora quando - Repubblica

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