Prime insegne italo-cinesi all'Esquilino

Ebbene si, si iniziano a vedere le prime insegne bilingue italo-cinese in alcuni negozi di abbigliamento dell'Esquilino. Si perchè, strano ma vero, prima erano solo in cinese. L'installazione delle nuove insegne è solo uno dei 16 punti del Protocollo d'intesa tra il Campidoglio e la comunità cinese, firmato i primi di maggio.

Un accordo che prevede impegni da entrambe le parti (per l'esatteza 8 per la comunità cinese e 8 per il Comune di Roma). I cinesi devono appunto entro 90 giorni dalla firma del protoccollo installare insegne con la scritta in italiano, devono poi rispettare rigorosamente le leggi italiane, adeguarsi alle nuove regole di carico e scarico merci, impegnarsi alla diversificazione delle loro attività e attenersi al divieto della vedita all'ingrosso, impegnarsi in collaborazione con gli altri commercianti e con l'Ama alla pulizia e al decoro del quartiere, e soprattutto cercare di integrarsi, evitando la creazione di nuovi quartieri mono-etnici.

Dal canto suo il Comune si è impegnato a favorire l'integrazione della comunità garantendo corsi di lingua italiana, la formazione di mediatori culturali di madre lingua cinese, consulenza per la riqualificazione delle attività commerciali del rione e la traduzione di leggi e regolamenti in cinese.

Speriamo che queste iniziative possano favorire l'integrazione di una comunità che rappresenta quasi il 6% della popolazione del quartiere multietnico dell'Esquilino e che ha in mano il 2,6% dei negozi del I municipio (602 su 23.000).

Eppure, passeggiando per piazza Vittorio e dintorni avrei giurato che i cinesi fossero molti di più.

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