Uccide rumeno e simula rapimento

Hanno ucciso un loro connazionale a martellate e poi, fingendo di averlo sequestrato, hanno tentato di estorcere cinquemila euro alla madre. Con questa accusa i carabinieri del nucleo operativo di Roma hanno fermato due rumeni, Manea Vasile di 56 anni (nella foto a destra) e il suo complice Gabriel Voico di 46. Il corpo della vittima, il 23enne Gherghe Marin, non è ancora stato ritrovato.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti la causa dell'omicidio sarebbero state le richieste di restituzione di 1.500 euro che il giovane aveva prestato a Vasile lo scorso anno. Da confessione dello stesso, l'uccisione risalirebbero alla mattina del 7 luglio, e sarebbe avvenuta con un colpo di martello alla tempia nell'appartamento in zona Villa Pamphili, dove lavoravano come muratori. Vasile ha raccontato di aver lasciato il corpo in una vasca da bagno, di averlo fatto a pezzi e poi di averlo gettato in un cassonetto dei rifiuti.

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