Ciampino prepara le valigie

Il primo risultato di un vertice che ha visto riuniti il ministro dei Trasporti Bianchi, i sindaci di Roma e Ciampino Veltroni e Perandini, più i presidenti di regione Marrazzo e Gasbarra, sarà la riduzione di 38 voli al giorno e l'anticipo alle 23:30 dell'ultimo notturno.

Altre decisioni: la prima, che il governo ha espresso la «volontà di non far crescere più gli slot disponibili a Ciampino», prendendo una direzione di marcia irreversibile. Poi l'individuazione di un'alternativa per i voli executive e di Stato» (probabilmente l'Urbe e Pratica di Mare); infine, ma questo si sapeva o si auspicava già, che «il nuovo aeroporto dedicato ai low cost sarà in un luogo ben collegato a Roma». Vale a dire Latina o a Frosinone.

Lorenzo Parlati, presidente di Legambiente Lazio: questa decisione «restituisce un po' di pace ai cittadini che vivono sulle rotte di atterraggio e decollo. Pochi giorni fa avevamo misurato il rumore: i dati confermano il sovraccarico di voli e passeggeri». Unica perplessità, la tutela dei posti di lavoro. A Ciampino lavorano 2500 persone dirette e tremila nell'indotto, e la stima di un milione di passeggeri in meno causerebbe la perdita netta di mille posti di lavoro. A breve partirà una concertazione tra AdR, enti locali, Enac, Ministero, EasyJet e Ryanair per cercare una soluzione per i voli low cost che tuteli gli interessi di tutti.

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