Scontro metrò, fu errore umano

Il macchinista, Angelo Tomei disinserì volontariamente i sistemi automatici di sicurezza, procedendo a una velocità superiore a quella massima consentita. Queste sono le conclusioni alle quali è giunta la commissione d'inchiesta sul disastro provocato dallo scontro tra due convogli della metropolitana lo scorso ottobre.

In sostanza si tratta della conferma di una delle tesi emerse da subito. «Tra le cause dell'incidente - dice la nota del Ministero dei Trasporti - sono da indicare il mancato rispetto, nella circostanza, della velocità di 15 chilometri all'ora da parte del treno investitore e il non intervento del sistema automatico della frenatura di emergenza disinserito nei minuti immediatamente precedenti», disinnescato manualmente. La commissione conferma poi «l'affidabilità delle tecnologie di sicurezza impiegate sulla linea», e ritiene non necessari «aggiornamenti agli attuali regolamenti di sicurezza, il cui puntuale e rigoroso rispetto garantisce ancora oggi la sicurezza della circolazione sulle linee metropolitane».

Nel tamponamento perse la vita la giovane ricercatrice Alessandra Lisi e rimasero ferite centodieci persone, alcune in modo grave. Il macchinista non raccontò mai cosa fosse accaduto, dicendo di non ricordare niente dell'accaduto.

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