L’Ultimo messaggio alla home gallery Wo-ma’n di Roma

L’Ultimo messaggio di Santiago Faraone Mennella alla Wo-ma’n

Portando i vicoli di Napoli sui tetti del Pigneto, dalla sala al balcone, dalla terrazza ai vecchi lavatoi, l’ultima mostra fotografica ospitata nella home gallery Wo-Ma’n, offre uno scorcio antropologico di tradizioni e folclori che resistono al passare del tempo e alla trasformazione del tessuto urbano delle grandi città.

Frammenti di esistenze e comunità scritti in un soprannome, che descrive e connota più di quello anagrafico, per tutta la vita, fino a L’Ultimo messaggio stampato sugli annunci funebri, affissi ancora oggi nei rioni più popolari della città, fotografato e raccontato da Santiago Faraone Mennella.

L’Ultimo messaggio di Santiago Faraone Mennella alla Wo-ma’n
L’Ultimo messaggio di Santiago Faraone Mennella alla Wo-ma’n
L’Ultimo messaggio di Santiago Faraone Mennella alla Wo-ma’n
L’Ultimo messaggio di Santiago Faraone Mennella alla Wo-ma’n
L’Ultimo messaggio di Santiago Faraone Mennella alla Wo-ma’n

E’ morto Salvatore o’ pirata!”, Ciro Autiero detto Mezza birra, Carmela Potenza detta a’ cafona, Antonio Donadio detto Toton a Rapina, ’a comunista, ’o musicante, ’o maestro letterato, a scrittrice vesuviana, a milanese … a Napoli tutti hanno un soprannome, come a Roma del resto, già ai tempi dell’imperatore Tiberio.

L'affissione funebre diventa quindi un messaggio pubblico, condiviso dalla comunità che metabolizza il lutto, ed elabora le fondamenta del ricordo, attraverso le sfumature della personalità legata al soprannome, tanto identificativo quanto può esserlo un nick name nella dimensione virtuale e ‘social’ del digitale. Una dimensione identitaria forte e radicata, alla quale il fotografo partenopeo fornisce una cornice urbana ancora più caratterizzante.

L’Ultimo messaggio di Santiago Faraone Mennella alla Wo-ma’n
L’Ultimo messaggio di Santiago Faraone Mennella alla Wo-ma’n
L’Ultimo messaggio di Santiago Faraone Mennella alla Wo-ma’n
L’Ultimo messaggio di Santiago Faraone Mennella alla Wo-ma’n

Così l’annuncio di Salvatore Fisciano detto o mancino e quello di Giovanni Ruggiero detto ‘A Camorr, giacciono su un muro sporco e lacero, vicino ad una delle tante affissioni di promesse politiche legate alla cronica emergenza rifiuti della città “Sospenderò la tarsu fino a quando Napoli non sarà pulita”.

A Vincenzo Noverino detto Colp e Revolver è capitato un destino più ironico sotto il poster con la foto del Papa in toga rossa che recita “Benedetto colui che viene nel nome del signore”, come ad altri sono toccati graffiti, cartelli 'alimentari' (da noi solo crudo di Parma), dediche accorate e volantini immobiliari.

L’Ultimo messaggio di Santiago Faraone Mennella alla Wo-ma’n
L’Ultimo messaggio di Santiago Faraone Mennella alla Wo-ma’n
L’Ultimo messaggio di Santiago Faraone Mennella alla Wo-ma’n

Un pizzico di ironia arriva anche dai padroni di “ casa Wo-ma’n, Marta Rossato e Wolfango De Spirito, che allestendo la mostra curata da Sarah Carnet, hanno destinato l’annuncio di Maria Bianco detta Maria’ A Comunist vicino agli amplificatori che diffondono il tappeto sonoro della casa-galleria.

Maria Autiero detta A Pezz e sapon, di anni 74 finisce sopra la vasca dei lavatoi del palazzo di via Pietro Ruga, che da una finestrella con il vetro opaco e incrinato, guarda la strada del vecchio quartiere popolare in fermento e trasformazione, fare spazio alle contaminazioni etniche e gli stimoli culturali dell’art-district internazionale.

L’ultimo messaggio di Santiago Faraone Mennella resta fino alla fine di luglio sui tetti del Pigneto, e il punto di vista che offre sulla strada e le sfumature della nostra cultura, valgono la scalata dei sette piani, più uno. Per visitare la mostra basta citofonare all’int.19 di via Pietro Ruga 24, ma per essere certi di trovare qualcuno in casa chiamate sempre prima Marta (328 – 9292 – 135) o Wolfango (339 – 6111 – 009).

  • shares
  • Mail