Il Pride della normalità - Riflessioni sul RomaPride (e c'è anche la galleria di immagini)

RomaPride07 - Parità, Dignità, Laicità: la testa del Corteo, lo striscione e le bandiere

Eccessi, esibizionismi, frivolezze? C'erano, ovviamente, ma erano pochi. Una percentuale infinitesimale rispetto alle centinaia di migliaia di uomini, donne, giovani, anziani e anche bambini presenti al RomaPride, il GayPride nazionale che si è svolto nella Capitale lo scorso sabato. Ma questo, prevedibilmente, non è quanto è stato riportato dalle testate giornalistiche tradizionali, che evidentemente hanno dimenticato cosa è il giornalismo: racconto.

Per quelli che invece vogliono avere un quadro diverso della manifestazione partita da Piazza di Porta San Paolo e che ha trasportato una folla enorme di persone - 1 milione, secondo gli organizzatori - di fronte alla Basilica di San Giovanni in Laterano, è disponibile la galleria di fotografie e scatti direttamente dal RomaPride: 44 scatti che vanno oltre le immagini facilone di trans esibizioniste, e cercano di raccontare il corteo. Cliccando su continua, invece, qualche riflessione e spunto di discussione per tutti voi lettori.

RomaPride07 - Gli slogan: la lotta delle transCominciamo dai carri: colorati, festaioli, erano forse la parte meno interessante del corteo eppure la più fotografata e raccontata dai media tradizionali. Presente l'Arcigay nazionale, moltissime delegazioni e associazioni locali, il carro dell'orgoglio ursino, e le lesbiche, fiere e serissime. Ma forse a colpire di più è stata la fermezza delle trans, che non erano solo le (poche?) esibizioniste avvolte in lustrini e vestiti sgargianti, sempre alla ricerca della telecamera e della fotocamera.

No, c'erano anche combattivissime trans in "abiti civili", a richiamare l'attenzione su un problema molto sottovalutato dalla società civile: per loro, trovare un lavoro dignitoso diventa un'impresa ardua, e molte si trovano ghettizzate e costrette a prostituirsi per vivere. Ma loro erano pronto a ricordarlo, che Gesù amava tutti. Anche la trans.

RomaPride07 - Tante anche le coppie eterosessualiA colpire di più tutti i presenti è stata però la grande partecipazione popolare. Più di quanto si sperasse, probabilmente: in molti sono rimasti (piacevolmente) increduli per il supporto dimostrato dalle tante persone presenti, non solo omosessuali e transessuali. Molti infatti gli eterosessuali presenti lungo il corteo e per tutta la manifestazione, da soli o in coppia, per chiedere una maggiore laicità dello Stato e pari diritti per tutti.

Più di un milione, secondo gli organizzatori; circa trecentomila, secondo le forze dell'ordine; di sicuro più di 500.000 persone, con una stima pessimistica ma più vicina al reale: a manifestazione quasi terminata, quando la gente era più stanca e qualcuno se n'era andato, erano ancora in tantissimi ad affollare Via Carlo Felice, senza riuscire ad entrare in piazza.

RomaPride07 - Un enorme bandiera arcobaleno ha accompagnato il corteoE per confutare quelli secondo il quale "chi è con i gay è contro la famiglia", erano tante le madri, i padri e le coppie presenti che hanno portato i propri figli a vedere la parata, a partecipare: un segno di assoluta normalità, di tranquillità e supporto, una vicinanza che ha commosso molte persone presenti (basta leggere le descrizioni dell'evento sui blog a tematica omosessuale: il tema della "commozione" è ricorrente).

Il tema delle famiglie - al plurale - è stato ricorrente durante tutta la manifestazione, e ben rappresentato anche nei carri presenti al corteo: a partire dai genitori omosessuali, che devono lottare non solo contro l'omofobia sociale ma anche contro lo stesso Stato che li penalizza, per arrivare alla rappresentativa dell'Agedo, l'associazione dei genitori di figli omosessuali, applauditissimi dalla folla dei presenti.

RomaPride07 - L'orgoglio dei genitori di figli omosessuali sul carro dell'AgedoL'impressione è stata quella di un Pride compatto e privo di eccessi, quasi "sobrio" pur nella presenza di colori e musica, fermo nella sua richiesta a un Governo - quello di Prodi - che alla comunità omosessuale aveva promesso molto, ma che a conti fatti ha realizzato poco. Una richiesta semplice: pari diritti, pari dignità.

A testimonianza restano le foto: si può davvero parlare del Pride come di una "baracconata", come tanti - anche fra i nostri commentatori - l'hanno descritto senza esservi presenti? Non è forse un modo sempliciotto e facilone di cercare di negare l'esistenza politica di una massa di persone sempre più compatta e numerosa? La comunità LGBT fa sempre più paura?

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