Colosseo monumento all’eternità: resiste a tutto, anche a test, terremoti e capperi

La querelle infinita Codacons-Della Valle ritarda il restauro del Colosseo a rischio crollo, ma il vecchio monumento continua a sopravvivere agli attacchi del tempo, del caldo, dell'inquinamento, degli uccelli e a quanto pare anche dei capperi, mentre piovono pietre, ma solo per testarne la resistenza a fenomeni fisici e climatici estremi, e quelle vibrazioni causate dal traffico ed eventuali scosse “telluriche”.

Anche senza profezie Maya, lo spettro del Terremoto (il 21 dicembre del 2012), l’elevato tasso di vibrazioni provocate da trasporti e rumori, ma anche quel frammento di mattone caduto a gennaio e l’ultima nevicata, bastano ad assicurare una campagna di sicurezza dell'Anfiteatro Flavio, e collaudi delle strutture con lanci di travertino a diverse altezze.

A questo si aggiunge l’agguato del caldo che infuoca le vecchie pietre favorendo la crescita dei capperi, da secoli un tonico per il fegato raccolto in tutta la capitale ed un arbusto con radici insidiose per le rovine del monumento, insieme ai gatti che ne rendono la raccolta sconsigliata con il loro 'contributo erosivo', insieme agli uccelli.

Tutti fattori che insieme all’aiutino di incendi dolosi, guerre e bombardamenti, forniscono il grado di insidie e tenacia di questo monumento all’eternità che resiste da secoli al tempo, all’uomo e a madre natura.

Foto | Flickr

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