Emergenza casa al Colosseo.

Non si placa l’emergenza casa a Roma e a gridarlo con tutta la sua personale urgenza, è stato un uomo di 44 anni, attualmente “domiciliato” in un’automobile che, nella notte tra il 7 e l’8, è salito sull’ultimo cerchio del Colosseo per chiedere attenzione ed un alloggio. E’ rimasto lì, come sospeso a mezz’aria, per più di 6 ore a colloquiare con un vigile del fuoco, fino ad ottenere la garanzia di un interessamento da parte della Prefettura e del Comune mentre veniva comunque denunciato per procurato allarme ed invasione di edificio pubblico.

Il 22 marzo scorso, il sindaco Veltroni aveva chiesto e ottenuto lo stanziamento di un’ingente somma di denaro per acquistare alloggi popolari e porre fine ad una delle più tristi ed annose questioni della Capitale. Eppure, oggi, nonostante gli sforzi perpetrati, la situazione non accenna a migliorare con ancora 30.000 famiglie in condizioni di precarietà abitativa.

Conosco una persona che si è adattata a vivere in una roulotte, pur avendo un lavoro, perché vuole restare nei limiti della legalità e perché un affitto, per sé e per la sua famiglia, non può permetterselo. Un altro, è invece un senza-tetto molto conosciuto a Termini che qualche anno fa sognava un piccolo, squallido monolocale per sé e la sua compagna: ma era un “clochard” e nessuno, oltre alla Caritas e a Sant’Egidio, ha mai voluto o potuto aiutarlo.

Indubbiamente, il fatto descritto porta con sé anche qualcosa di terribilmente tragicomico, rinviando ad una nota scena del film “Un americano a Roma” in cui il protagonista era uno splendido Albertone nostrano. Anche lui sul Colosseo. Anche lui chiedeva qualcosa. Certo, si trattava dell’America, all’epoca lontana anni luce... quasi come per alcuni nostri concittadini una casa e un tetto sulla testa, oggi.

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