Samuele Piccolo agli arresti domiciliari: brutta storia in Campidoglio

Si addensa di ombre e vento di bufera la piazza del Capidoglio, con il vicepresidente del Consiglio Comunale Samuele Piccolo finito agli arresti domiciliari con i suoi familiari più stretti, per "associazione a delinquere, appropriazione indebita, finanziamento illecito ai partiti e frode fiscale", e relativa sospensione dal Pdl fino alla conclusione dell'iter giudiziario.

Un Iter affiancato da altri sette provvedimenti di custodia cautelare con le medesime accuse e tredici iscritti nel registro degli indagati, per il quale lo stesso sindaco Alemanno, riponendo fiducia nel lavoro della magistratura, spera «in un rapido chiarimento di una vicenda sicuramente molto, molto brutta».

Ad un passo dalle prossime elezioni non ci voleva proprio, lo scandaloso e ‘illecito’ comportamento della giovane leva di An e dell'associazionismo cattolico (classe 1981), entrato in Campidoglio con 12 mila voti (un vero boom) nel 2008, insieme ad Alemanno sindaco, con quell’imponente campagna elettorale sul territorio, scandita da maxi cartelloni, incontri, iniziative nei centri anziani e un efficace call center.

Ora è proprio la "gestione illecita" delle società che facevano capo a Samuele Piccolo e ai suoi familiari, creando finti crediti Iva e dirottando i fondi drenati al fisco all'attività politica del vicepresidente del consiglio comunale, ad emergere dagli accertamenti eseguiti dall'ufficio centrale antifrode dell'Agenzia delle entrate.

Denaro sottratto al fisco e ai contribuenti, utilizzato per l'attività politica di Samuele Piccolo, tra cui cene elettorali e qualcosa come 122 mila euro solo per l’allestimento dei call center, ma impiegato anche per l'acquisto di immobili, che sono ora oggetto dell’inchiesta della procura di Roma, coordinata dai pubblici ministeri Paolo Ielo e Barbara Sargenti, affidata al nucleo di polizia tributaria del Lazio della Guardia di finanza.

Tra le 13 le persone coinvolte e indagate figurano anche la madre di Samuele Piccolo, Elena Ciaravolo, e il padre, Massimiliano Piccolo, che si è costituito presso il carcere di Rebibbia accompagnato dal suo difensore, l'avvocato Luca Petrucci, lo stesso che difende l'ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi.

Prima di tutti il fratello Massimiliano, finito agli arresti e considerato dalla procura "capo, organizzatore e promotore" dell'associazione a delinquere creata con un sistema di cooperative che facevano riferimento ai consorzi del gruppo Servizi generali e il Gruppo Servizi globali. Per i Pm:

"La struttura è organizzata su tre livelli il primo livello è costituito da cooperative, prevalentemente costituite da stranieri, che mettono a disposizione forza lavoro. Il secondo livello è costituito dai cosiddetti consorzio-filtro, e un terzo livello costituito dai consorzi capofila".

Riguardo al flusso di denaro che confluisce in una gestione occulta, sono ancora i Pm a precisare che

“Si tratta di somme quantificabili in un importo mensile compreso tra 250mila e 350mila euro e che trovano una notevole corrispondenza con l'importo dell'Iva che le cooperative hanno nel tempo riaddebitato ai consorzi e alle società di livello superiore”.

Un ruolo chiave quello svolto dal fratello di Piccolo, tradito anche dalla intercettazioni che riguardano le confidenze dell'autista assegnato dal Campidoglio a Samunele Piccolo, costretto a svolgere il suo servizio anche per altri componenti della famiglia. Confidenze che a quanto pare lo stesso autista è prontissimo a confermare stando a quanto rivelato ad un collega: "Se mi chiamano faccio il canarino, il cantante, gli dico proprio dalla a alla z, tutto quanto".

Mentre procedono le indagini, la Guardia di Finanza ha sequestrato alla famiglia Piccolo beni per due milioni di euro, tra mobili e immobili, disponendo il sequestro del 50 per cento delle quote di una società immobiliare. Il gip ha invece respinto la richiesta di arresto fatta per Ezio D'Angelo, assessore nel Municipio VIII.

«A seguito delle indagini e dei provvedimenti della magistratura nei confronti del consigliere Samuele Piccolo, è stato stabilito di sospenderlo a scopo cautelativo dal Popolo della Libertà fino a che non sarà concluso l'iter giudiziario che lo riguarda», hanno dichiarato in una nota Vincenzo Piso, deputato e coodinatore Pdl del Lazio e Gianni Sammarco, deputato e Coordinatore del Pdl.

L’arresto di Samuele Piccolo, che non può essere costretto a lasciare la carica di vice presidente dell’assemblea aula Giulio Cesare contro la sua volontà, tra le altre cose, addensa di ombre il Capidoglio e una maggioranza in difficoltà, che abbassa a 33 i consiglieri comunali che appoggiano la giunta Alemanno, divisa tra chi chiede ufficialmente le sue dimissioni, a partire dal capogruppo Pd Umberto Marroni, e chi si limita ad auspicarle in modo ufficioso.

‘Confidando nel lavoro della magistratura’ a noi non resta che seguire gli sviluppi delle investigazioni di questo delfino del Capidoglio, impegnato nel marketing e nell'editoria, come il fratello, nominato cavaliere dall'Ambasciata somala presso la Santa Sede "per i meriti legati al suo impegno in ambito sociale", che ha pubblicato il libro 'Nonni' e inventato la 'Festa dei nonni' nel maggio del 2003, con 10.000 partecipanti.

Foto | Wikimedia

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