Atac: il rincaro dei biglietti e il parere faticoso dei conducenti

Non c'è pace in casa Atac. E' un tormentone che non ci abbandona mai. Nemmeno nella torrida estate. Fra i tanti mali dell'Atac, quello più sorprendente è la spaccatura interna che grava sui conducenti. Mai del tutto liberi di esprimere la propria opinione sulle vicende di cui tutti straparlano.

Non solo. Chi si permette di "dire la sua", magari sull'aumento del costo dei biglietti, senza essere in linea con certe stratege politiche sindacali, viene duramente attaccato. Ce lo racconta proprio un conducente, che si batte da tempo per i diritti e per la libertà di opinione dei suoi colleghi.

Simone, (che con Alessandro) è coordinatore del CO.A.L.A., che abbiamo già incontrato più volte (per esempio sulle aggressioni) per dare voce ai protagonisti principali del mondo Atac, che nessuno (non si sa bene perché) mai ascolta.

Ciao Simone, mi è capitato tra le mani questo volantino della FdS, a firma Cellula di Grottarossa, mentre "anonimo" resta il virgolettato... Cosa è successo questa volta?

"E' successo che siamo stati diffamati solo perché ci permettiamo di esprimere liberamente il nostro pensiero come lavoratori.

Perché ce l'hanno con voi?

"L'associazione Co.a.l.a. è stata accusata di proteggere, con questo volantino, i favoritismi di Parentopoli a via Prenestina 45, quando invece fu proprio il Co.a.l.a. a scendere in piazza per prima, in pieno scandalo parentopoli, il 15 dicembre 2010; oltrettutto si diffidano i lavoratori a seguire i gruppi nati per primi su Facebook creati dalla "Destra"; ma a seguito di queste calunnie non segue uno straccio di prova o documento, perchè dietro quei lavoratori si nasconde solo una divisa con la scritta Atac.

Ci chiediamo come sia possibile che una sezione di un partito politico perda tempo, stampando volantini con i soldi che probabilmente vengono dalle tessere dei lavoratori, a diffamare una semplice associazione dei lavoratori".

Ma cosa avete detto di così scandaloso?

"Alcuni membri del Co.a.l.a. hanno espressamente e pubblicamente condiviso l'aumento del biglietto dell'Atac al fine di cercare risorse per "fare cassa", anche se questo si verifica a scapito della cittadinanza della quale gli autoferrotranvieri di Roma fanno parte; ma sono proprio quei lavoratori a dire che il sindaco di Roma e l'assessore alla mobilità dovrebbero fare di più in una città che non serve adeguatamente i pendolari e i cittadini romani.

Penso che un partito debba riunire i lavoratori e proporre idee per uscire da quest'impasse; un partito dovrebbe proteggere la democrazia e avere rispetto delle posizioni altrui, magari non condividerle, ma rispettarle sì.

Alla faccia della Democrazia! Questa è invece la politica che cerca di entrare nelle questioni sindacali dei lavoratori, perché ormai è risaputo che politica e sindacato convivono nelle municipalizzate della Capitale. Il risultato? Se i lavoratori decidono di unirsi in maniera autonoma vengono attaccati".

E' evidente che date fastidio, da una parte e dall'altra. Soprattutto perché agite spontaneamente. Perché per esempio siete favore dell'aumento del biglietto?

"Io e Alessandro accettiamo l'aumento del biglietto ma mettiamo in evidenza che Roma non è servita come dovrebbe e che se non si potesse fare cassa ci sarebbero seri problemi di reperibilità finanziaria, come ho avuto modo di scrivere anche al Messaggero, mi chiedo come mai i cittadini non si indignino con la stessa veemenza quando l'autobus è in ritardo perché le corsie preferenziali sono occupate da parcheggi abusivi; quando l'autobus è stracolmo proprio per via dei molti che viaggiano sui mezzi pubblici a "buffo"; come mai non ci si risente quando non è possibile accostarsi al marciapiede (magari per aprire la pedana ad un disabile) per via delle macchine parcheggiate alla fermata dell'autobus.

Non credo in sostanza che il problema sia l'aumento di 50 centesimi, anche se ognuno ha il diritto di protestare, per carità. Ripeto che Roma comunque non é servita come dovrebbe, perché molti (non tutti) di coloro che adesso non pagano, non pagavano nemmeno prima".

Come non condividere queste ultime parole. E di chi è la colpa (oltre che dei cittadini)?


"Noi ora ttacchiamo Alemanno e l'amministrazione che ha creato Parentopoli; ma non ci scordiamo che questi disagi sono vecchi di un quindicennio quando al Campidoglio sedevano Rutelli e Veltroni. Ma in quegli anni il Comune di Roma elargiva soldi e nessuno si preoccupava di nulla.

Resta il fatto che se c'è una politica che si mette a disposizione dei lavoratori è sempre ben accetta, visto che i partiti da sempre convivono con sindacati e municipalizzate; ma se la politica viene usata per scopi che non uniscono i lavoratori, né garantiscono la piena ibertà di opinione, ed anzi tendono a dividerli per interessi personali, questo fa sì che una categoria nel futuro venga ancora più divisa".

Se volete saperene di più sulle questioni Atac, anche dall'interno ecco una breve lista di link

Tutti i mali dell'Atac
Atac rincari. Il biglietto costerà 1,50 euro

Protesta conducenti sotto la sede Atac di via Prenestina

Lettera aperta di un conducente Atac ad Alemanno
Portare l'autobus nel far west di Roma fra aggressioni e minacce

06 zoom: galleria foto Atac

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