Stupro stazione Termini: indagato il giovane tunisino

Eravamo rimasti un po' perplessi, nonostante certe comprensibili "bacchettate" di qualche lettore. Le dichiarazioni della giovane turista australiana, dopo il primo grido d'allarme violenza per il suo tragico ritrovamento, erano sembrate un po' contraddittorie, soprattutto rispetto alle valutazioni dei medici ed in particolare della psicologa dell'Umberto I, Pamela Bruni.

Lo "stupro non stupro" perché "consenziente", ci era sembrato e ci sembra un po' strano. La violenza di quel rapporto resta spaventosa. Come si può sostenere che "no c'è stata violenza"?

Devono averlo pensato anche gli inquirenti, che non hanno mai smesso di seguire il caso, ed ora ecco la decisione di iscrivere il cittadino nordafricano nel registro degli indagati.

In base ai dati raccolti dagli uomini della squadra Mobile, i pm di piazzale Clodio hanno proceduto sulla pista del reato di violenza sessuale e quindi di presunto stupro. Il fascicolo è coordinato dal procuratore aggiunto Maria Monteleone, titolare del pool per i reati sessuali.

Fondamentale è stata appunto la testimonianza della psicologa del Policlinico, che fa anche un po' di chiarezza per tutti coloro che liquidano questo genere di vicende con l'abuso di alcolici o di passatempi pericolosi. C'è un confine, che segna la violenza. Sempre.

"Dal colloquio che ho avuto con la ragazza - ha affermato dal dottoressa Bruni - emergerebbe un possibile stupro che la giovane ha voluto nascondere per la vergogna e la difficoltà di trovarsi in un paese straniero. Forse era consenziente inizialmente ma non credo lo sia stata anche dopo".

Qui potete seguire i vari aggiornamenti della vicenda stupro alla stazione Termini:

Stupro stazione Termini, violentata una turista australiana

Lo stupro non era uno stupro

Un video allontana i sospetti sullo stupro. Rapporto consenziente.

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