Vita da blogger romano: Selvaggia Lucarelli

Poteva mancare la Selvaggiona nazionale nel giro delle nostre interviste romane? Ovviamente no.

Ecco a voi Selvaggia Lucarelli: la donna, che non si è accontentata di fare da opinionista ai reality ma vi ha anche partecipato, colei che con un blog è riuscita a diventare famosa e a scrivere un libro, la stessa che ha sposato il figlio di Pappalardo ed è riuscita pure a farci un figlio.

La prossima settimana appuntamento con Giulia Blasi.


Quando hai iniziato a bloggare, chi ti ha convinto?

Ho iniziato nell’agosto del 2002 e l’idea m’è venuta grazie a Jovanotti. Nel suo sito aveva uno spazio denominato “mumble mumble” che in pratica era un vero e proprio blog e che io seguivo con passione sia che vi fossero considerazioni di Lorenzo sugli estremisti islamici che sull’orzaiolo del suo gatto. Mi sono detta: “Ecco, piacerebbe avere un diario virtuale anche a me” e il mio migliore amico, Claudio, che era webmaster del sito di Jovanotti, mi ha regalato il mio sito comprensivo di blog. Sono “una ragazza fortunata”, tanto per rimanere in tema Jovanotti.

Di cosa parli in genere?

Di un po’ di tutto, con una spiccata predilezione per tv e sfighe personali.

Dimmi un segreto della tua arte che non riveleresti mai a nessuno.

Tutte le notti mi travesto da netturbina e vado a frugare nel cassonetto dell’immondizia piazzato di fronte all’abitazione di Luciana Littizzetto. Prendo bozze e brutte copie dei monologhi che sta scrivendo e li metto sul blog spacciandoli per roba mia. Perciò quando vi sembra che un mio pezzo manchi di un incipit o sia senza finale sappiate che è perché c’erano macchie di pizza ai funghi sui fogli della Luciana. Scherzi a parte, direi che l’unico segreto, a parte un’inclinazione naturale, è il lavoro, sono le ore passate davanti allo schermo del computer. La scrittura è artigianato. E’ un lavoro solitario e faticoso.

La persona più importante che ha parlato del tuo blog?

Ne hanno parlato in tanti e lo leggono persone insospettabili. Se ne è parlato anche in una delle famose interviste di Sabelli Fioretti sul Corriere e visto che lui mi detesta mi diverte molto l’idea che un suo intervistato mi abbia citata.

Il post più letto

Di sicuro il post “Mica lo so chi sta peggio” che era una mia lettera ironica al direttore di For Men Magazine Andrea Biavardi. Divenne una sorta di catena di S. Antonio, tutti gli internauti la inviavano agli indirizzi di posta di amici e colleghi. Alla fine non si sapeva neppure più chi fosse l’autore tanto che arrivava anche nella mia posta con oggetto “Non so chi l’ha scritta ma leggila che fa ammazzà da ride”. Tra i post più letti ci sono anche i miei commenti sull’Isola dei famosi.

Il tuo miglior lettore

Mia madre. E’ una mia grande fan ma mi bastona senza tanti complimenti se non approva un mio pezzo. Ancora non mi perdona una mia battutaccia su Ylenia Carrisi.

Qualche commento che non scorderai mai.

“Selvaggia è l’Aldo Grasso del quarto millennio”. Lo scrisse Guia Soncini su “Il foglio” e le sono ancora grata.

I tuoi blog preferiti?

Passo per una caustica e spietata che fa sempre nomi e cognomi e per una volta voglio tenerli per me. Dirti chi leggo equivale a dire chi non leggo, per cui taccio. Però posso dirti due cose: leggo pochissimo i blog in generale per mancanza di tempo e comunque ho un rapporto speciale con due blogger , più che con due blog. Sono Gianluca di Macchianera e Davide del Daveblog..

La cosa di internet che odi di più.

Il fatto che molti frustrati approfittino dell’anonimato per vomitare cattiveria gratuita in giro per il web.

Vuoi più bene al tuo blog o ai tuoi parenti?

Il blog non mi ha mai imposto cenoni della vigilia, ferragosto a casa dei nonni in Abruzzo e abiti modello uovo di Pasqua nel giorno della prima comunione, per cui voglio molto più bene al mio blog, non c’è dubbio.

Studi, lavori, ti fai mantenere, insomma che fai?

Alterno lunghi periodo di lavoro a lunghi periodi di vacanza. In linea generale posso dirti che la mia mole di lavoro in tv è direttamente proporzionale alle mie visite alla Farnesina. Sono un’opinionista doc. (questa chi vuol capire la capisca)

I blog possono dare dipendenza, la così detta scimmia del blogger?

Per lungo tempo la mia non era una scimmia del blogger, era un orango. Vegliavo sul mio blog con talmente tanto amore e dedizione che un giorno mio marito m’ha detto: “E’ un blog, non la salma del papa.”. Ora la scimmia è tornata in cima all’albero ma il rischio che si piazzi un’altra volta sulla spalla c’è sempre. Ad ogni modo il mio rapporto col blog non è sano, ma è un po’ quello morboso che ho con gli uomini in generale: se non posso dedicargli tanto, tantissimo tempo, non me ne curo affatto. Non amo dare e ricevere briciole, per cui alterno periodi in cui mi dedico giorno e notte al blog a periodi in cui non scrivo neppure una riga per evitare di dare i contentini ai lettori. (e agli uomini)

Smetteresti mai di bloggare?

Se riuscissi a dirigere una rivista, un giorno lontano, e quindi a diventare direttore di me stessa come avviene quando hai un blog, forse sì.

Il migliori posti per fare colazione, per pranzare, per cenare la sera.

Sembra strano ma abitando a due passi dal raccordo faccio spesso colazione all’autogrill Selva Candida. Insomma, c’è di buono che i camionisti non hanno bisogno di aspettare che esca su un calendario per vedermi. Il pranzo lo salto quasi sempre nella convinzione di fare una mossa assai benefica per la mia linea. La conclusione è che poi la sera faccio grande abbuffate al ristorante Kebab in Via di Grottarossa o da “Mangiamoci” vicino piazza di Spagna o da “Pizzarè” o “Al fresco” che non è la mensa in cui s’è servito Ricucci nei mesi addietro ma un meraviglioso ristorante vicino Roma (a Bracciano per la precisione).

Il miglior wireless bar di Roma

? Non frequento locali a luci rosse.

Saluta come meglio credi.

Sono per i saluti semplici e informali. Faccio ciao ciao con la manina a tutti i lettori. ( ma nel frattempo con il mignolo destro ho tirato una piccola leva e un vulcano artificiale delle dimensioni dello Stromboli sta sputando fumo e lapilli alle mie spalle)

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