Chiude temporaneamente il cimitero acattolico di Roma

La tomba di Antonio Gramsci, ma anche quella del poeta inglese John Keats. La lapide di Shelley e quella recente di Gregory Corso, l’ultimo poeta della Beat generation. Era bello il cimitero acattolico di Roma, meglio conosciuto come cimitero degli Inglesi, il più suggestivo e piccolo camposanto della Capitale. Uso il passato perchè da ieri questo meraviglioso angolo di Roma è chiuso al pubblico per un tempo indeterminato causa degrado ed incuria.

Piccolo passo indietro. Il 25 maggio un pino monumentale si schianta a terra sfiorando alcune persone e sfreggiando alcune lapidi. Nessuno si fa male ma l’episodio è grave e dimostra per l’ennesima volta la fragiltà del cimitero. Così, ieri, inevitabilmente arriva la chiusura annunciata dal sindacato Fesica-Confsal.

Il cimitero riaprirà solo dopo che le opere di manutenzione straordinaria e quelle di gestione ordinaria saranno incanalate sui binari della sicurezza. Vedremo quanto tempo ci vorrà, nella speranza che i gestori del camposanto mettano mano al portafoglio (il sindacato ha chiesto 150.000 euro all’anno). Per la cronaca a gestirlo sono 14 ambasciate estere di Roma, a partire da Gran Bretagna, Russia, Stati Uniti e Germania, riunite in un comitato. Per il momento non resta che dispiacersi della chiusura temporanea di questo gioiello romano. E’ proprio il caso di dirlo: per un po’ sul cimitero acattolico di Roma dovremmo metterci una croce sopra…

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