Imu a Roma: le aliquote delle prossime scadenze ri-calcolate sul 5 per mille

La percezione di una buona notizia è sempre relativa, ma come noi di 06blog abbiamo salutato il ritorno dei vecchi commenti con gaudio, consapevoli di guadagnare riflessioni e segnalazioni insieme ad insulti e spam, così può sembrare una buona notizia quella che arriva dal governo riguardo le aliquote Imu.

So bene che ‘buono’ per l’argomento significherebbe abolire l’Imu con tutte le aliquote e quelli che le stabiliscono e alzano, ma nel quadro catastrofico generale lo sembra anche il fatto che le temute aliquote della seconda e terza rata non saranno ulteriormente ritoccate grazie al fatto che abbiamo pagato ‘quasi tutti’ l’acconto di giugno. Insomma non lo saranno ulteriormente rispetto al ritocco che andrà comunque fatto per quelle di Roma (dopo il salto).

“A giugno il risultato di 9,5 miliardi, precisamente a 9.551 milioni, è stato in linea con le attese, dato che la stima ministeriale iniziale del gettito parlava di un gettito atteso a giugno pari a 9,7 miliardi di euro”.

A completamento di questa nota del ministero di via XX Settembre, relativa all’ammontare del gettito Imu incassato a giugno, il sottosegretario all'Economia, Vieri Cerini, ha sottolineato che le aliquote «restano quelle che sono, non c'è nessuna necessità di intervenire».

A rovinare un po’ la ‘bella’ notizia ovviamente per tanti romani è la consapevolezza che, anche senza ritocchi, sia chi ha scelto di pagare la seconda rata entro il 17 settembre, o direttamente il saldo entro il 17 dicembre 2012, dovrà farlo con l'aliquota del 5 per mille, varata per l'abitazione principale dal Comune di Roma.

Infatti, anche se per l'acconto di giugno 2012 (e solo quello) il comune ha concesso di calcolare l'aliquota di "base", cioè del 4 per mille per prima casa, il 7,6 per mille per altri fabbricati e 2 per mille per fabbricati agricoli strumentali all'attività d' impresa, la seconda e terza rata dovrà essere comunque ri-calcolata prendendo in considerazione l'aliquota del 5 per mille, detraendo quanto versato a titolo di acconto.

Foto | 06 zoom

  • shares
  • Mail