Tradizioni parallele: i lucchetti dell'amore... cinesi

Lucchetti dell'amore lungo la muraglia cinese (foto Flickr by Mandu) Quando ho letto il titolo dell’articolo pubblicato sul Messaggero di ieri (“Ponte Milvio? No, Grande Muraglia”) ho pensato che i cinesi fossero stati capaci di copiarci anche la (discutibile) moda dei lucchetti dell’amore di Ponte Milvio. Invece no, a quanto pare i simpatici orientali ci avevano pensato ben prima di Moccia.

Apprendo infatti dal quotidiano romano che nel 1999 a Juyongguan, una sezione della muraglia cinese distante 50 chilometri da Pechino, durante le celebrazioni di un abituale matrimonio collettivo al quale parteciparono circa 500 coppie (la grande muraglia è simbolo di longevità e pertanto di buon augurio per gli innamorati) per la prima volta furono legati dei lucchetti alle mura con l’ausilio di catene.

Da quel giorno quella bizzarria è divenuta una vera e propria tradizione e anche un vero e proprio business: la giornalista Antonia Cimini afferma che vi sarebbero dei veri e propri pacchetti dal costo di 4600 yuan (circa 460€) comprensivi di cerimonia nuziale con tanto di rito del lucchetto, banchetto e visita alla vicina capitale.

E non è tutto: fino a poco tempo fa l’ente che aveva in gestione quel tratto di muraglia offriva per 999 yuan (100€) la possibilità di incidere su un mattone della muraglia adiacente al lucchetto i nomi della coppia e la promessa di fedeltà. Tutto ciò finché le autorità cinesi non avessero proibito lo scempio dei mattoni e inflitto una pesante multa per l’ente ideatore dell’iniziativa.
Una cosa è certa: la muraglia cinese non potrà mai collassare per dei lucchetti appesi, i lampioni di Ponte Milvio invece

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Foto | Flickr

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