Spending review 2012: gli effetti su Roma Capitale

Dopo aver assaggiato i primi frutti ‘amari’ della manovra Salva Italia e pagato la prima rata dell’Imu, è arrivato il momento di prepararci a sostenere gli effetti prodotti dalla scure dello Spending Review del Governo Monti, ovvero quella revisione della spesa per la pubblica amministrazione individuata, dall’arguto "commissario" Enrico Bondi, come fonte di sprechi da eliminare.

Il decreto ancora in fase di stesura oltre a paventare tagli per gli statali, e per quelli leggendari delle province che tutti vogliono e tutti continuano a rimandare, acclude anche nuove sforbiciate agli enti locali, che rischiano di decurtare dalle casse del Campidoglio altri 50 milioni di euro nel 2012 (che si sommano ai 260 già conteggiati) e 200 milioni nel 2013.

Facendo eco alle fosche previsioni dal sindaco Gianni Alemanno e della vicesindaco Sveva Belviso, esposte agli Stati generali del Sociale e della Famiglia, lo Spending Review per Roma Capitale approvato senza modifiche della bozza originale, quindi si trasformerebbe in un ulteriore taglio ai servizi dei cittadini, chiudendo già in autunno: mense sociali, assistenza domiciliare ai malati di Aids, case famiglia, accoglienza notturna per i senza fissa dimora, centri diurni per i disabili, centri Alzheimer, teleassistenza e residenze per i portatori di handicap. Le leggi della fisica centrano poco, ma è un fatto che nel Belpaese ‘dove tagli tagli’, gli effetti si sentono sempre in basso. Voi che dite è ancora “infondato e ripetitivo lo slogan: Pagano sempre i soliti”?.

Foto | Wikimedia

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