Vita da blogger romano: Noantri

Parte con Stefano di Noantri questo piccolo esperimento sui blogger romani.

I cittadini che hanno un blog e risiedono nella capitale sono più di quanto si pensi. Abbiamo quindi pensato di fare direttamente a loro qualche domanda sul loro rapporto con Roma, senza ovviamente trascurare il mondo dei blog.

Ogni sabato verrà pubblicata un'intervista ad un blogger romano. Fateci sapere chi volete che sia intervistato, intanto la prossima settimana appuntamento con Ataru.

- Quando hai iniziato a bloggare, chi ti ha convinto?

Nel settembre 2004. Stavamo tutti insieme da qualche parte. C'era molto da bere e molto da dire, perché entro pochi giorni uno dei nostri più cari amici sarebbe partito per sempre. Destinazione America, lui di professione fa il dottore. Cura le persone. Allora la buttai lì: inventiamoci un sito e usiamolo tipo newsletter. Ci scriviamo le vaccate nostre, ci teniamo in contatto: Noantri, appunto. Poi il senso iniziale s'è perduto, evidentemente: non siamo più un multiblog (oggi siamo due firme), però quando ci sediamo al tavolo di un pub, oppure quando quel famoso amico torna dall'America, ne parliamo. Parliamo di Noantri e di come tutto cominciò, quella serata strana in cui un sacco di cose erano destinate comunque ad iniziare.

- Di cosa parli in genere?

Di attualità, letteratura, società, politica, narrativa, televisione e spettacolo. Siamo in tutto e per tutto un contenitore online di contro-informazione. Qualcuno dice che la contro-informazione non esiste: noi diciamo che è l'informazione a non esistere. Il nostro motto è: "Non basta pensarlo, bisogna DIRLO". Al giorno d'oggi si pensa tutto e non si dice niente: tutti pensiamo che i reality show siano una cagata pazzesca, ma nessuno lo dice. Siamo lì a pensare che basti cambiare canale, oppure che basti spegnere la televisione. E' pura utopia: il dissenso è l'unica arma che possiamo blandire senza temere spargimenti di sangue (al massimo di materia grigia).


- L'argomento che ti ossessiona di più.

La verità dei fatti.
E' un argomento in tutto e per tutto: come dice George Orwell: "Nel tempo dell'inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario". Sarà la prima cosa che insegnerò a mio figlio. E l'unica che veramente spero prenderà da me (a parte gli occhi azzurri, si intende).

- Dimmi un segreto della tua arte che non riveleresti mai a nessuno.

Non ci sono segreti nell'arte. Come si dice: il talento fa quello che vuole, il genio fa quello che può. Io Scrivo, è questa la mia arte: se ci vedi un segreto, allora diffondilo pure. Più scrittori si diffonderanno per il mondo, tanto meglio sarà per il mondo. Come te la spiego l'arte? Prendi una spugna: se vai da una spugna e le chiedi com'è che fa ad assorbire tutta quell'acqua, cosa credi che ti risponderebbe? Alzerebbe le spalle (ammesso che le abbia) e sbufferebbe di brutto. Che ne sa, una spugna, come funziona quando assorbe l'acqua nella vasca da bagno e poi la rilascia dietro una leggera pressione? E' così e basta. Fa quello che può, mica quello che vuole. Io al massimo posso fare mie le parole di Flannery O' Connor: "Scrivere è impolverarsi. Se non hai voglia di impolverarti, allora non scrivere". E se proprio vuoi sapere un segreto dello scrivere - fermo restando, e l'avrai capito, che considero questa la mia arte - allora tieni: non scrivere MAI come Federico Moccia.

- La persona più importante che ha parlato del tuo blog?

Pino Scaccia, che io sappia. Peccato che il suo blog non sia più un blog...


- La chiave di ricerca più strana

Qualcosa sui pompini fatti da scimmie. Mi diverte guardare le chiavi di ricerca, ma non ci sto poi dietro tanto. La blogosfera è tutta un proliferare di post sulle chiavi di ricerca: ti capiterà sicuramente di intervistare qualcuno con maggiore voglia di perderci tempo. Semmai salutamelo.

- Il post più letto

Non ho un contatore, però ti posso dire che uno di quelli che è piaciuto intimamente di più a chi lo ha letto è stato questo: https://noantri.splinder.com/post/5620291/Noi+che+scriviamo. Non a caso è una roba sullo scrivere.

- Il tuo miglior lettore

Farei un torto a qualcuno. Apprezzo molto Gigi Massi. La pensiamo all'opposto sulla politica e sulla vita in genere, ma i suoi commenti sono sempre forieri di grandissime discussioni. Ma ce ne sono talmente tanti: sono felice di poter dire che Noantri non ha neanche UN visitatore, ma tutti lettori (e sono tanti).

- Qualche commento che non scorderai mai

Mi emozionano quelli che ringraziano. Mi stimolano quelli che criticano. Amo quelli lasciati da amici o da amiche che non si firmano, se non in qualche modo che capisco solo io. Comunque ne posso votare due? Uno è di un certo Calos Geros, che un giorno disse così: "Noantri è un blog difficile da seguire; alcune belle foto; poi un po' NARCISISTICO, ma credo che di ciò ne abbiano parvenza! Vi si trova una "sottile" verifica e rifiuto/accettazione della realtà! E' un BLOG di GIOVANI che non sono rimasti nella fase evolutiva della CONTESTAZIONE tout-court (tipica dell'età adolescenziale) come purtroppo spesso si osserva (nella vita reale ed in quella virtuale di VARI BLOG), ma che attraversati dalle contraddizioni del globo le vivono e tentano una loro elaborazione SIA GRUPPALE CHE SOGGETTIVA. Un BLOG di GIOVANI-UOMINI pervasi da INTELLIGENTE-CURIOSITA'".
L'altro lo scrisse Peter: "Lo avete visto "amici miei"? Dalle mie parti (Firenze) è un film molto in voga. Voi siete esattamente come loro: un gruppo di relativamente vecchi cazzari (conoscete il termine?) che cercano in tutti i modi di NON stare al passo con i tempi, nonostante gli amici cresciuti, e vedere sempre e comunque il mondo grigio attraverso un caleidoscopio di mille colori. Datemi retta, la gente come voi finisce male (e non è una minaccia, ma solo una triste verità)...".

- I tuoi blog preferiti?

Hotel Messico, Chinaski, Babsi Jones. In realtà spulcio tantissimi blog, ma ne leggo veramente pochi (questi tre fanno eccezione). Menzione d'onore per l'Indignato, Noitrentenni e Cubanite.

- La cosa di internet che odi di più.

L-i-b-e-r-o I-n-f-o-s-t-r-a-d-a.

- Vuoi più bene al tuo blog o ai tuoi parenti?

Se escludiamo i miei genitori, voglio di gran lunga più bene al blog.


- Studi, lavori, ti fai mantenere, insomma che fai?

Lavoro come giornalista. Scrivo come scrittore in qualche rivista qua e là. Collaboro come freelance in un paio di quotidiani. Ma più di ogni altra cosa scrivo un blog, lavoro a una raccolta di racconti e nutro progetti impossibili con un paio di colleghi.

- I blog possono dare dipendenza, la così detta scimmia del blogger?

Se stiamo parlando di buoni blog, allora ben venga la dipendenza. Personalmente preferisco la dipendenza dall'alcol o dalle droghe leggere (entrambe le cose rendono le persone più innocue e interessanti di quanto non lo siano da sobrie), ma non escludo che possa esistere anche la scimmia del blogger (esistono blogger scimmie ed esistono blogger cani, ma questo è un altro discorso).

- Smetteresti mai di bloggare?

Solo il giorno che scoprissi di non avere più niente da dire. In ogni caso sono contrario a quegli imbecilli che prendono e chiudono il blog come se fosse un negozio. Se deciderò, un giorno, di non bloggare più allora smetterò di scrivere. Basta. Stop. Non c'è bisogno di levare tutti i post, lasciare lo schermo bianco, ma il link attivo (perché non si sa mai...). Senza ombra di dubbio quelli che fanno così, io li arderei volentieri in una pira ardente e purificatrice.


- I migliori posti per fare colazione, per pranzare, per cenare la sera.

Per la colazione è la propria casa il luogo più meravigliosamente necessario. Per pranzare io voto "Zio Severino", ristorante di pesce dalle parti di Aranova sulla Via Aurelia. Per la cena consiglio "A li vecchi mercati" a Via Ostiense.

- Il miglior wireless bar di Roma

Non esiste. Il miglior wireless bar sta a New York, sulla settima strada: da lì si gode un'ottima visuale e la compagnia di persone vere. A Roma si tratta della solita veltronata: luoghi fighetti e completamente inaccessibili, troppo centrali a fronte di un servizio pubblico inesistente ed inefficace. Roba buona per turisti in Birkenstock che non sanno cosa fare e per studentelli che segano la scuola. Insomma: no grazie.

- Saluta come meglio credi

Non abbiate paura di dire le cose come stanno. Boicottate Jovanotti e Tiziano Ferro e quando vi domandano cosa potrebbe rendere migliore questo mondo, voi rispondete qualcosa che riguardi l'estirpazione delle corde vocali alla Pausini. Leggete tutto, tranne la pessima letteratura, Faletti e i libri scritti dai blogger. Osservate attentamente come si comporta Silvio Berlusconi e poi fate l'esatto opposto: avrete fatto bene. Smettetela di andare dietro Macchianera e i consigli chicchettosi di Sofri; liberatevi dal guinzaglio che vogliono mettervi intorno al collo e - se necessario - imbrattate i muri della vostra città. Dissentite, dissentite, dissentite e - se vi resta tempo - bevete tantissima birra.

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