Patto per la sicurezza, intervengono la Mussolini e Opera Nomadi

Manifesto elettorale A. Mussolini (photo flickr by suonnoch) Dopo pochi giorni dalla firma del patto per la sicurezza, continuano le polemiche nei confronti delle misure volte a contrastare il nomadismo nella capitale, polemiche (riportate da Repubblica del 20/5/07 ed. romana) che si aggiungono a quelle già sorte in sede di amministrazione comunale . Mi riferisco in particolare al dissenso mostrato in questi giorni dall’On. Alessandra Mussolini che come tutti sappiamo non è mai stata amante del politicamente corretto.

Per il segretario di Azione Sociale vi è una ipocrisia di fondo che domina la politica attuale e che non permette di poter affermare che i rom devono abbandonare le città senza alcuna distinzione tra centro e periferia; le misure approvate dal comune in accordo col Viminale sono inutili perché non si può prevedere, secondo l’europarlamentare, “una soluzione stanziale”, in quanto si tratta di nomadi e in particolare si tratta di popolazioni “che nel migliore dei casi rubano e sfruttano donne e bambini”. L’unica soluzione secondo la Mussolini sarebbe quella di accompagnare i nomadi al di fuori dei confini italiani e abbandonarli alla loro sorte.


Di opinione contraria a quella dell’europarlamentare è Opera Nomadi che per bocca del presidente Massimo Converso afferma che su otto milioni di rom stanziati in Europa solo il 5% vivrebbe in condizioni di nomadismo, mentre il rimanente 95% vivrebbe in normali stabilmente in normali abitazioni, e minaccia tra l’altro azioni legali contro i proclami dell’onorevole. Tuttavia l’associazione Opera Nomadi è anch’essa contraria alle misure stabilite per arginare il problema nomadismo nella capitale.

Il presidente Massimo Converso è infatti del parere che “cacciare” 10 mila nomadi sia disumano e chiede l’intervento della Protezione Civile per garantire loro assistenza durante l’evacuazione; inoltre andrebbero studiate collaborazioni con la Romania per il rientro di tali popolazioni che, secondo Converso, sarebbero ben felici di tornare in patria “con la certezza di non morire di fame”.

Ancora il presidente dell’associazione, che avrebbe già un’intesa in campidoglio con Prc, Verdi e Pdci, propone la concessione ai nomadi di abitazioni con affitto agevolato o di terreni liberamente edificabili dagli stessi rom. A voi i commenti (nei limiti di una pacifica discussione).

foto | Flickr

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