Romanorum. In Provincia di Roma si parlano 121 dialetti

Lo capisco, è una scoperta anche per me. Eppure non si tratta della classica bufala mediatica, di quelle che girano su internet, dal momento che quanto stiamo per raccontarvi ha ricevuto il beneplacito della Provincia d Roma. Ebbene: nel nostro territorio altro che la nobile lingua di Belli e Trilussa: di dialetti e varianti ne sono parlate (e riconosciute) ben 121!

Lo ha confermato una ricerca sul campo condotta dall’associazione Periferie nei Comuni di competenza della Provincia di Roma che ha portato, dal 2005 ad oggi, anche alla pubblicazione di 7 libri sulla poesia dialettale e di volumi di varia natura sulle tipologie dei dialetti, vocabolari, proverbi, ricettari ecc.

E questi risultati sono stati presentati proprio qualche giorno fa a Palazzo Valentini, che ha promesso di condividerli con tutti sul web. Nel convegno hanno parlato fior di professori, spiegando che il territorio provinciale di Roma è una sorta di patchwork, o peggio, un puzzle di identità differenti con lingue, quindi, altrettanto differenti, unificatosi negli anni Venti del secolo scorso.

Oltre al romanesco propriamente detto, quindi, diffuso in città e sull’immediato litorale, c’è il romanesco pontino, parlato nelle zone bonificate dell’agro omonimo durante il regime fascista, corrispondenti all’attuale provincia di Latina. Qui, essendovisi stabiliti anche molti emiliani e veneti durante il Ventennio, è inoltre sopravvissuta una presenza non indifferente di lingua veneta.

Nel territorio di Frosinone, anticamente parte dello Stato della Chiesa, si trovano parlate mescolate con il napoletano, distinguibili per la caratteristica ‘schwa’, cioè i conguaglio in ‘e’ delle vocali in fine di parola; a nord, invece, nella Provincia di Viterbo, si riscontrano linguaggi ibridi con il toscano meridionale: a Bagnoregio, ad esempio, gli abitanti presentano l’inconfondibile ‘c’ scivolata.

Per concludere la panoramica torniamo alla nostra Provincia, che è poi il cuore della questione: ai Castelli, seppur vi stia prendendo piede la lingua della Capitale, permangono alcune parlate originali come quella di Ariccia o di Monteporzio Catone che è un dialetto unico, diversissimo da quelli di tutti dei paesi vicini.

Foto | Flickr

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