Sogno d'estate. Roma sotto la pioggia

Lasciarsi sorprendere dalla bellezza di Roma sotto la pioggia, senza rimanere delusi di non poterla girare con il sole in fronte. Lo propone l'articolista del Daily Mail che racconta come l'acqua (un po' retoricamente) non possa lavare via lo charme della nostra città, anzi.

La dimostrazione è stata per lei, capitata in primavera in città insieme alla madre, fortunatamente per lei durante la settimana della cultura, si è trovata di fronte la visione della Fontana di Trevi in cui evidentemente lo scroscio dell'acqua potente si confondeva con quello della pioggia caduta dal cielo.

La pioggia a Roma, sostiene, riesce a creare una misteriosa connessione fra il vecchio e il nuovo, rompe i confini fra passato e presente. Bagna tutti, aggiungo io, come biblicamente il sole che illumina buoni e cattivi, o come la neve in quel bellissimo racconto di Joyce, The Dead. L'acqua di Roma è il presente che continua a scorrere su quel che c'è stato, quel che c'è e quel che ci sarà.

Tornando al lato più prosaico della cosa, non è stato molto piacevole però, racconta, fare l'esperienza del bus a 2 piani all'aria aperta con l'ombrello aperto sopra la testa, ma era prevedibile. Ma pensiamoci: a parte gli ovvi svantaggi di dover combattere con pozzanghere (buche riempite, nella maggior parte dei casi) specialmente se si è in scooter e traffico decuplicato, siamo capaci di goderci Roma sotto la pioggia.

E' un pensiero particolarmente piacevole con l'afa di questi giorni. Immaginare il Pantheon colorato da una folla di ombrelli, o l'odore inconfondibile di certi angoletti nei dintorni di santa Maria in Trastevere, appena dopo la fine dei goccioloni, o magari una bella parata di fulmini di cui essere spettatori da sopra Trinità di Monti. Quali sono secondo voi gli angoli di Roma più belli sotto la pioggia?

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