La sala degli Orazi e Curiazi dei Musei Capitolini riapre dopo il restauro - foto

Dopo nove mesi di restauro, è stata inaugurata oggi la Sala degli Orazi e Curiazi dei Musei Capitolini.

I lavori erano iniziati il 9 maggio del 2016 ed è stato un cantiere "open", con un passaggio all'interno della sala che ha permesso ai visitatori di vedere i lavori in corso di realizzazione.

Presenti all'inaugurazione di questa mattina la sindaca Virginia Raggi, il vicesindaco e assessore alla Cultura Luca Bergamo e il sovrintendente capitolino ai Beni Culturali Claudio Parisi Presicce.

"Questi importanti lavori di restauro hanno restituito la sala degli Orazi e Curiazi in tutta la sua bellezza e i lavori sono terminati in tempo per il 60esimo anniversario del Natale di Roma", ha commentato la sindaca, che ha poi ringraziato il mecenatismo di Alisher Usmanov, che ha contribuito alla restaurazione devolvendo 300 mila euro.

Bergamo ha sottolineato il valore storico della sala: "Questa è una Sala che aveva un grande significato politico, dove il 25 marzo di sessant'anni fa era stato ospitato il tavolo su cui furono firmati i trattati costitutivi della Comunità Europa. E tra qualche settimana si ritroveranno qui i capi di governo dell'Unione Europea, spero che sedendosi qui abbiano il senso e la responsabilità di capire quanto i loro comportamenti siano fondamentali per assicurare al nostro Continente prosperità e pace".

Così il sito dei Musei Capitolini descrive la Sala degli Orazi e Curiazi:

La Sala degli Orazi e Curiazi è collocata nel piano nobile del Palazzo dei Conservatori dove “l’Appartamento” costituisce il complesso delle sale di rappresentanza dell'antica magistratura civica.

Destinata in origine alle udienze del Consiglio Pubblico, la Sala è decorata da un ciclo di affreschi affidato nel 1595 a Giuseppe Cesari, detto il Cavalier d'Arpino (1568-1640), esponente di spicco del manierismo romano. La conclusione dei lavori era prevista per il Giubileo del 1600, ma nel 1613 erano compiute solo le prime tre scene. Dopo una interruzione di oltre vent'anni i lavori terminarono nel 1640.

Il ciclo degli affreschi illustra alcuni noti episodi della storia delle origini di narrati da Tito Livio e resi come una serie di arazzi divisi da festoni di frutta e fiori, trofei d'armi e vasi. L’affresco che dà il nome alla Sala raffigura il combattimento tra gli Orazi e i Curiazi, episodio della guerra di Roma contro la vicina città di Albalonga, che si concluse con un duello tra i tre fratelli Orazi, vittoriosi, che rappresentavano Roma e i tre Curiazi per Albalonga.

Nei lati corti della Sala vi sono due magnifiche statue onorarie di Papi: l'una, in marmo, scolpita da Gian Lorenzo Bernini tra il 1635 e il 1640, raffigura Urbano VIII Barberini (1623-1644); l'altra, realizzata in bronzo tra il 1645 e il 1650 in onore di Innocenzo X Pamphilj (1644-1655), è opera dello scultore bolognese Alessandro Algardi.

Foto: Comune di Roma

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