Colosseo, centinaia di musulmani pregano per chiedere più luoghi di culto

Migliaia di fedeli musulmani pregano sotto il Colosseo per rivendicare il proprio diritto ad avere più luoghi di culto

Centinaia di fedeli musulmani si sono dati appuntamento oggi, in occasione della tradizionale preghiera del venerdì, tra il Colosseo e l'Arco di Costantino per partecipare alla preghiera della comunità islamica di Roma: un'occasione "non di protesta ma congregazionale" come ha spiegato sottolinea Francesco Tieri, portavoce del coordinamento associazioni islamiche del Lazio.

La giornata è stata organizzata dall'associazione Dhuumcatu, che rappresenta la comunità del Bangladesh in città, ed ha come obiettivo la sensibilizzazione delle istituzioni circa la carenza di luoghi di culto per i fedeli musulmani, una manifestazione pacifica di un esigenza piuttosto essenziale per un praticante di qualsiasi credo religioso. Secondo quanto riporta l'Agenzia Dire erano almeno un migliaio a pregare sotto il Colosseo:

"Vogliamo uscire da questa situazione, uscire dalle moschee abusive ma non esiste una norma per essere a norma. [...] Le sale vengono chiuse per varie contestazioni tra cui la destinazione d’uso per il culto, ma manca una normativa nazionale. A Roma è stato aperto un tavolo con l’amministrazione e la Prefettura. Chiediamo che il Comune inserisca le nostra presenze nel piano urbanistico e c’è una disponibilità da parte dell’assessore Berdini. [...] La nostra non può essere una preghiera di protesta, ma congregazionale"

ha detto Francesco Tieri ai giornalisti. L'Imam di Centocelle Mohamed Ben Mohamed ha inoltre ribadito il valore delle moschee come "luogo culturale" oltre che di mera funzione religiosa, dove vengono svolte molte attività diverse per conoscere meglio l'Islam e per meglio integrarsi all'interno della comunità.

"Siamo stufi della criminalizzazione dei nostri luoghi di culto bollati come abusivi. Non esiste una normativa di riferimento, e non possiamo inventarci soluzioni in autonomia dalle amministrazioni. Abbiamo bisogno della volontà politica di risolvere il problema. E’ un dovere costituzionale delle amministrazioni il consentire l’esercizio di un diritto costituzionale come quello al culto. [...] E’ un diritto di tutti, quindi anche il nostro. Deve poter essere esercitato in forma individuale ma anche collettiva, in forma privata cosi come in forma pubblica. Auspichiamo che l’amministrazione Capitolina avvii, come dichiarato, un processo per arrivare ad una soluzione di sistema, e che ci vengano date delle soluzioni nel breve periodo, anche queste annunciate" riporta l'Adnkronos riferendo delle dichiarazioni degli organizzatori.

Ma all'interno della comunità islamica romana ci sono anche voci di dissenso circa la manifestazione di oggi: scrive Repubblica che secondo Omar Camiletti, portavoce della Grande moschea di Roma, questa manifestazione rappresenta un affronto a un luogo che non appartiene alla cultura musulmana nell'anno del Giubileo e in un periodo di allerta terrorismo. La tappa nell’area archeologica è solo l’ultima di una serie di iniziative per denunciare la mancanza di una norma che regolamenti i luoghi di culto islamici.

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