Ignazio Marino assolto dalle accuse di truffa, falso e peculato

"Il fatto non sussiste". La vittoria dell'ex sindaco di Roma

Ignazio Marino è stato assolto. L'ex Sindaco di Roma era finito sotto processo con le accuse di peculato, falso e truffa, ipotesi di reato che portarono alle dimissioni - siglate davanti ad un notaio - da parte di 26 consiglieri comunali su iniziativa del suo stesso partito, un atto che lo costrinse a gettare la spugna. L'accusa di peculato si riferiva all'utilizzo della carta di credito intestata al Comune, mentre quelle di falso e truffa ai presunti compensi fittizi destinati a dei collaboratori della Onlus 'Imagine' - che si occupava di fornire aiuti sanitari in Paesi in via di sviluppo - della quale era rappresentante legale.

Il PM per lui aveva chiesto una pena complessiva di 3 anni e 4 mesi di reclusione per aver speso 12.700 euro in pranzi e cene con la carta di credito, "generalmente nei giorni festivi e prefestivi, con commensali di sua elezione, comunque difformi dalla funzione di rappresentanza dell’ente", e per le presunte assunzioni fittizie dal 2012 al 2014 della Onlus 'Imagine', che avrebbero comportato un ingiusto guadagno di 6mila euro. Per essere giudicato Marino ha scelto il rito abbreviato, convinto che le teorie accusatorie della Procura non avrebbero mai retto davanti ad un giudice.

Marino è stato premiato per la sua scelta ed è stato assolto dall'accusa di peculato perché "il fatto non sussiste" e perché "il fatto non costituisce reato" per quanto riguarda quelle di falso e truffa. Uscendo dall'aula del tribunale Marino ha rilasciato poche e significative dichiarazioni: "Sono felice, aspettavo questo esito perché sapevo di essere innocente. Ringrazio la giustizia, di fronte ad accuse infamanti e a comportamenti dei media e della politica molto pesanti, è stata finalmente ristabilita la verità".

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