Roma: "il ragioniere generale è pronto a dimettersi". M5S: "non ci risulta"

Stefano Fermante ha rimesso il mandato nella mani di Virginia Raggi ed è pronto a dimettersi qualora non dovesse arrivare in tempi brevi la nomina di un assessore al bilancio

Altra giornata frenetica al Campidoglio. A quanto pare anche il ragioniere generale Stefano Fermante sarebbe pronto a dimettersi dal suo incarico ed avrebbe già rimesso il suo mandato nelle mani di Virginia Raggi. Fermante avrebbe preso questa decisione a causa dei problemi che si sono venuti a creare nella gestione ordinaria dei conti, in virtù della poltrona ancora vacante dell'assessore al bilancio. A diffondere la notizia è stato Alessandro Onorato, capogruppo in Campidoglio per la Lista Marchini, al quale avrebbe riferito l'informazione lo stesso Stefano Fermante.

L'alfiere di Marchini ha sostenuto di aver ricevuto un messaggio da Fermante che lo informava dei problemi che stava vivendo e della sua iniziativa di rimettere il mandato nelle mani della Raggi: "Ho evidenziato delle criticità mettendo a disposizione della sindaca l’incarico, le persone serie fanno così". Così recitava il messaggio. Onorato ha poi commentato la cosa sottolineando le qualità umane e professionali del ragioniere generale: "Fermante è una persona seria. In Campidoglio manca da tempo un assessore al bilancio e tutte le responsabilità ricadono su di lui. Il ragioniere generale ha segnalato alla sindaca dei problemi. Se non saranno risolti si dimetterà".

Solo ieri la Raggi sosteneva di poter contare su "una ragioneria che funziona benissimo" e che quindi sarebbe stata in grado di far fronte alle pratiche ordinarie prima della nomina di un assessore. Oggi la sindaca non si è presentata in consiglio dove è stato votato il 'no' definitivo ai Giochi Olimpici, evitando così anche domande imbarazzanti sul tema. Il suo vice Daniele Frongia è stato invece costretto a glissare rispondendo solo "buongiorno" alle domande dei cronisti sulla posizione del ragioniere generale, mentre fonti interne all'amministrazione avrebbero smentito le dimissioni - che in effetti non ci sarebbero ancora state - limitandosi a far presente che Fermante quest'oggi si trovava regolarmente al lavoro nei suoi uffici.

Insomma, nessuno sembra volersi fare carico di questa patata bollente del bilancio romano. Il M5S sta pagando le incertezze proprie di un movimento che non possiede un'organizzazione ramificata sui territori e che quindi non può contare su soluzioni interne per risolvere problemi di carattere tecnico.

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