Caso Muraro: la mail di Paola Taverna "sottovalutata" da Luigi Di Maio

Il "caso Muraro" si allarga: nella bufera anche Luigi Di Maio, membro del direttorio del M5S e vicepresidente della Camera. I quotidiani in edicola oggi forniscono diversi elementi che testimoniano come Di Maio fosse a conoscenza delle indagini sull'assessore all'ambiente di Roma Capitale.

Che il clima nel M5S sia caldissimo lo dimostrano anche i tanti documenti fatti trapelare, segno di una battaglia interna che si inasprisce giorno dopo giorno.

Uno dei documenti diffusi oggi è la mail che Paola Taverna ha mandato a Luigi Di Maio il 5 agosto: la missiva - che è stata pubblicata dal Messaggero - inizia così:

Caro Luigi,

a scopo informativo ti scrivo questa mail a nome e per conto di tutto lo staff romano, certa che tu riferirai opportunamente agli altri colleghi del direttorio nazionale

Uno dei due punti della mail riguarda la posizione di Paola Muraro. Si legge:

La situazione attuale è assolutamente delicata. Sempre da fonti giornalistiche ci pervengono notizia circa l'imminente notifica di un avviso di garanzia all'assessore in questione per un'ipotesi di reato consistente in violazioni procedurali di verifica e controllo prescritte dal TU ambiente per il trattamento dei rifiuti.

La mail è stata indirizzata a Di Maio (e non ad altri "big" del movimento) in quanto è lui il responsabile Enti locali del direttorio M5S.

Anche Repubblica pubblica un retroscena: un altro scambio di messaggi tra Taverna e Di Maio.

Rispondendo a un suo messaggio, Paola Taverna gli scrive che dalla procura è arrivato il documento sulla posizione della Muraro. "È pulito o no?", chiede il deputato. E ottiene immediatamente risposta: "Non è pulito".

Dunque, almeno sulla base dei documenti pubblicati da Messaggero e Repubblica, Di Maio sapeva da tempo dell'indagine però ha ritenuto (proprio come lo stesso assessore e il sindaco Raggi) di non comunicarlo né agli altri leader del M5S (direttorio, Grillo e Casaleggio jr), né all'opinione pubblica.

È La Stampa a raccontare la "resa dei conti" di ieri tra Di Maio e le "indiavolate" Paola Taverna e Carla Ruocco. Di Maio, imbarazzatissimo, avrebbe spiegato di aver interpretato male la mail arrivata dal direttorio romano:

Di Maio non si nasconde, spiega di aver sottovalutato la questione, di essersi «confuso» e lo motiva così: «Avevo saputo dall’audizione di Daniele Fortini (ex ad di Ama) in Ecomafia il 3 agosto che era andato a denunciare Muraro. Che fosse indagata mi sembrava quasi dovuto, ma mi sembrava una notizia tipo quella delle indagini su Raggi».

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